CHIETI – Anche nel mese di aprile, i consumi a Chieti sono rimasti fermi al palo.
Lo dice uno studio commissionato da Confesercenti sui consumi registrati in città e nell’immediata periferia.
Affari in picchiata nei settori dell’abbigliamento e delle calzature, si mangia sempre meno fuori casa mentre sono stabili le spese per il tempo libero e la cultura.
In costante crescita, di contro, le attività che ruotano attorno al benessere della persona.
“La microeconomia cittadina – afferma Lido Legnini, direttore Confesercenti Chieti – si sta fermando ed è giunto il momento che le istituzioni preposte si diano una mossa per evitare che altri esercenti siano costretti a chiudere bottega”.
I numeri forniti da Confesercenti sono, in tal senso, emblematici. Ad aprile le vendite nei settori dell’abbigliamento e delle calzature sono scese dell’1,8 per cento rispetto allo stesso mese del 2010 e addirittura dell’1 per cento rispetto a marzo malgrado il periodo pasquale.
Poco entusiasmanti anche i consumi dei pasti fuori casa che fanno segnare un +0,2 per cento rispetto a marzo grazie alla Pasqua ma sono in calo dello 0,7 per cento nel confronto con aprile dell’anno passato.
Stabile rispetto a marzo il settore del tempo libero e della cultura che tocca un +0,4 per cento rispetto allo scorso anno.
Prosegue la crescita, invece, delle spese per il benessere della persona. Ad aprile i consumi di palestre, prodotti cosmetici e cura della persona sono aumentati del 2,8 per cento rispetto a marzo e del 2,4 per cento rispetto al 2010.
Restano con l’acqua alla gola, infine, le piccole e le piccolissime imprese che, come aggravante, hanno molte difficoltà per l’accesso al credito.
In tal senso Confesercenti propone di dar vita ad una task force tra gli enti locali, e gli Istituti di Credito per rimettere in moto la microeconomia cittadina.






