L’AQUILA – Il Consiglio regionale in serata ha approvato a maggioranza il trasferimento all’Arap (l’Agenzia regionale attività produttive) di una porzione dell’area dell’autoporto di Castellalto (Teramo), che giace da anni in uno stato di abbandono e dove alcune imprese vorrebbero insediare delle nuove attività.

A votare a favore, la maggioranza di centrosinistra mentre il Movimento 5 stelle ha votato contro e il centrodestra si è astenuto dal voto.

Durante la discussione ci sono stati momenti di tensione tra i grillini, che hanno sottolineato “la poca chiarezza che accompagna un provvedimento arrivato fuori sacco, in tutta fretta e incompleto che prevede il cambio di destinazione d’uso per attività produttive di interesse pubblico”.

In particolare, Domenico Pettinari ha fatto presente che si tratta di una situazione da procura della Repubblica. Gli ha risposto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, il consigliere regionale del Pd Camillo D’Alessandro, per il quale “non c’è nessuna sveltina o furbata, ma una iniziativa destinata a creare occupazione chiara e corretta sotto tutti i punti di vista”.

Prima della votazione è stato approvato un emendamento proposto dai 5 stelle nel quale, come ha spiegato il capogruppo Sara Marcozzi, “si vieta espressamente che tra le attività di pubblico interesse ci siano inceneritori, biomasse, discariche o termovalizzatori”.

“Alla fine abbiamo votato contro – ha continuato la Marcozzi – perché comunque il provvedimento manca della necessaria documentazione e della reale destinazione d’uso”.

Il presidente, Luciano D’Alfonso, ha sottolineato di essersi preoccupato del fatto che un provvedimento così importante potesse non passare.

“Quando le imprese vogliono investire e creare lavoro, la politica si deve azzerare e trovare la soluzione per rispondere alle esigenze degli imprenditori anche organizzando un gigantismo deliberativo – ha continuato il governatore – davanti a queste tematiche si deve azzerare la lotta”, ha chiarito riferendosi al movimenti 5 stelle.

RISOLUZIONI SULLA RESIDENZA CAMPOMIZZI E SU ENEL

Alla chiusura dei lavori l’assemblea ha approvato altre due risoluzioni: una riguarda l’Università dell’Aquila e impegna la Giunta a convocare, entro 10 giorni, un tavolo paritetico con ministero della Difesa, Azienda per il diritto agli studi universitari (Adsu) aquilana, il Comune capoluogo e rappresentanti degli studenti per lasciare in comodato gratuito alla stessa azienda la ex caserma e oggi residenza Campomizzi per i prossimi 10 anni, in modo da creare un campus universitario da 1.750 posti letto pubblici.

Nel documento si chiede anche di utilizzare i fondi residui per il trasporto degli studenti pendolari fuorisede ad altre forme di agevolazione per gli stessi universitari.

La seconda risoluzione, invece, riguarda la riorganizzazione della rete tecnica di Enel Distribuzione e si chiede al presidente e alla Giunta di attivarsi per evitare gli accorpamenti delle sedi territoriali decisi dall’azienda, che potrebbero causare disservizi all’utenza, oltre a conservare all’Aquila il distaccamento “Progettazione Lavori”, così da consentire la realizzazione del progetto “Smart City”.

RISOLUZIONI SU EDITORIA E PUNTI NASCITE

Attivare un tavolo di approfondimento sulla crisi dell’editoria in Abruzzo, dove sono previsti pesanti tagli in due dei principali quotidiani, e scongiurare la chiusura dei punti nascita degli ospedali di Ortona, Sulmona, Penne e Atri.

Lo stabiliscono due risoluzioni approvate dal Consiglio a cui il presidente D’Alfonso dovrà dare seguito.

Con il documento approvato sui punti nascita si chiede infatti al presidente della Regione nonché commissario ad acta della sanità, l’attivazione di un tavolo istituzionale per uno studio più approfondito dell’intera rete neonatale prima della decisione di chiusura di qualunque punto nascita, anche al fine di valutare eventuali deroghe al principio dei 500 parti l’anno previsti dal Piano Fazio.

Inoltre si chiede l’attivazione sia del servizio di trasporto per le emergenze neonatali (Sten) sia del servizio di trasporto materno assistito (Stam) per un miglior collegamento delle neonatologie con la rete regionale di emergenza come richiesto dal comitato Lea; il potenziamento del livello strutturale e organizzativo dei reparti di ostetricia e ginecologia che resteranno attivi prima della chiusura di qualunque punto nascita.

Esulta il gruppo consiliare di Forza Italia per il risultato ottenuto.

“Grazie alla nostra risoluzione approvata all’unanimità – si legge in una nota – abbiamo dato un contributo decisivo per scongiurare la chiusura dei Punti nascita abruzzesi. Il documento, ampiamente condiviso dall’Assise regionale, rappresenta un altro importante successo per Forza Italia, così come era già accaduto per la questione della compartecipazione. Nel corso della seduta odierna è stato accolto il nostro invito ad approfondire con attenzione tutti i temi sul tavolo onde evitare di prendere decisioni rischiose per il nostro sistema sanitario”.

L’assessore alla sanità Silvio Paolucci, nel suo intervento in Consiglio regionale, ha parlato di “risoluzione condivisibile, perché noi abbiamo già avviato il percorso indicato nel documento”.

L’assessore ha inoltre aggiunto che “con questi numeri per l’Abruzzo è difficile pensare di avere sul proprio territorio gli attuali 12 punti nascita. Ma la questione non è legata solo alla sopravvivenza, ma anche alla loro qualità. L’obiettivo principale è mettere in sicurezza i punti nascita – chiarisce Paolucci – secondo gli standard nazionali”.

La vicenda dei punti nascita apre di fatto la partita sulla discussione del futuro della sanità in Regione.

“La bozza portata in Conferenza delle Regioni del nuovo Patto della salute – dice Paolucci – prevede nuovi standard della rete ospedaliera che ridisegnano il sistema sanitario”.

In questo senso, l’assessore ha detto che “l’obiettivo della Regione è concludere la fase commissariale e affrontare il riordino della rete ospedaliera con la piena autonomia programmatoria”.

Dello stesso avviso, sui banchi della maggioranza, Andrea Gerosolimo, consigliere di Abruzzo civico.

“Esprimo soddisfazione – afferma – per il voto all’unanimità. La minoranza ha portato in aula una risoluzione e, vista l’importanza dell’argomento trattato, ho ritenuto opportuno far sospendere la seduta così che, l’intera assise, potesse condividere il documento improntato all’interesse di ben quattro comunità della nostra regione”.

La risoluzione sull’editoria propone invece un tavolo di approfondimento sulla situazione critica in cui versa l’editoria in Abruzzo e l’avvio di un serio confronto tra le parti, affinché la desertificazione del panorama informativo in cui rischia di sprofondare la regione venga scongiurata, con chiaro riferimento alla chiusura del quotidiano “Il Tempo”, che avverrà nei prossimi giorni e ai tagli previsti per “Il Messaggero” nei mesi a venire.

La risoluzione porta la firma del consigliere segretario dell’ufficio di presidenza del Consiglio regionale Giorgio D’Ignazio, del Nuovo centro destra.

“Non possiamo permetterci di assistere senza colpo ferire – spiega D’Ignazio – al progressivo inaridimento che sta colpendo il sistema dell’informazione nella nostra regione perché questo significherebbe accondiscendere passivamente ad un grave deficit di democrazia. Bisogna gettare luce sulla pesante perdita che l’Abruzzo subirà con la chiusura della redazione regionale del quotidiano ‘Il Tempo’ ed evitare che si prospettino altri casi analoghi all’orizzonte, viste e considerate le riduzioni previste anche per altri quotidiani nel lungo periodo”.