L’AQUILA – Vero è che, come dice il proverbio, “chi entra Papa in conclave, ne esce cardinale”, ma tranne clamorose sorprese, sarà eletto oggi in consiglio regionale garante dei detenuti d’Abruzzo, il 55enne aquilano Gianmarco Cifaldi, sociologo e criminologo, professore aggregato presso l’Università D’Annunzio di Chieti-Pescara.
Sul suo nome c’è infatti la convergenza della maggioranza del centrodestra e del Movimento 5 stelle, condizione per la quale sarà possibile ottenere la maggioranza assoluta, dei due terzi dei voti, già al primo scrutinio.
Sono altri 9 i candidati che hanno risposto al bando, e che ci sperano fino in fondo. Il centrosinistra proporrà in ogni caso una candidatura alternativa, ma tranne clamorose sorprese, la strada sembra essere segnata.
E sarà per l’Abruzzo una giornata storica, essendo l’unica regione italiana a non aver provveduto all’elezione del Garante.
Nella scorsa legislatura tutto si bloccò sulla candidatura di Rita Bernardini dei Radicali, sostenuta dal presidente della Regione Luciano D’Alfonso del Partito democratico, che però non ha mai trovato i numeri sufficienti in aula. Vista la ferma contrarietà del centrodestra, allora all’opposizione, ma anche di qualche esponente della maggioranza di centrosinistra.
L’elezione del Garante è stata così per anni inserita all’ordine del giorno, per poi essere rinviata puntualmente alla seduta successiva.
Gli altri aspiranti garanti che hanno risposto all’avviso pubblico sono Salvatore Braghini, avvocato avezzanese di 53 anni, docente in una scuola superiore, Leonardo Colucci, 63 anni di un paese del Potentino e prossimo alla pensione; Edda Giuberti, 40 anni di Prato; Teresa Lesti, anche lei 40enne ma di Chieti, il giornalista Francesco Lo Piccolo, 69 anni, l’avvocato Fabio Nieddu, figura di riferimento della Croce Rossa pescarese, Alessandro Sirolli, 68 anni, già direttore del dipartimento di salute mentale della Asl provinciale dell’Aquila e Fiammetta Trisi, 59 anni, dirigente del Ministero della Giustizia.
A sostenere Cifaldi anche la Uil Penitenziaria Abruzzo, che lo considera “molto vicino alle dinamiche carcerarie, e che ha dimostrato attenzione per il diritto di tutti siano essi detenuti che addetti del settore compresi i poliziotti penitenziari”.






