L’AQUILA – Il Consiglio regionale, riunito in seduta straordinaria sul tema dei migranti, su iniziativa del centrodestra, ha approvato all’unanimità un documento che impegna il presidente della giunta regionale, Luciano D’Alfonso, all’acquisizione “dei dato reali del numero di decreti di allontanamento emessi nei confronti dei centri di assistenza presenti sul territorio regionale e ad approvare la modifiche alle legge regionale vigente in Abruzzo, con l’ipotesi di porre limiti al business dell’accoglienza e di prevedere un hub regionale.
Non passa invece il documento del Movimento 5 stelle, nella seconda parte del consiglio regionale straordinario, che chiedeva di modificare radicalmente il progetto che prevede la realizzazione di vasche di laminazione, dal costo 54 milioni di euro, sul fiume Pescara, per prevenire esondazioni.
Dopo una prima sospensione, la Conferenza dei Capigruppo ha deciso di rinviare la seduta del Consiglio regionale in seduta ordinaria a martedì 15 novembre alle ore 11, con le opposizione che urlavano alla maggioranza liquefatta, e incapace di decidere alcunchè, senza approvare la variazione di bilancio per reperire i fondi necessari a pagare gli stipendi arretrati dei lavoratori dei centri di ricerca e per varie istituzioni culturali.
Scontro durissimo a tal proposito tra Domenico Pettinari del Movimento 5 stelle e Mauro Febbo. Pettinari ha definito questi fondi una “regalia”. Febbo ha ribattuto che “Pettinari ha confermato di non comprendere l’importanza che ricoprono cultura e ricerca per la nostra regione”.
La conferenza dei capigruppo del Consiglio regionale ha fissato tra le polemiche a martedì 15 alle ore 11 la nuova seduta ordinaria dell’assemblea per discutere del progetto di legge che eroga 2 milioni di euro a enti e associazioni bloccato oggi dopo la denuncia del Movimento 5 stelle di “regalie” e “marchette”.
In un primo momento era stata ipotizzata per venerdì la continuazione della commissione consiliare cominciata oggi, in quanto non erano presenti i dirigenti che avrebbero dovuto esprimere il parere sulla copertura finanziaria alla legge richiesto dai consiglieri grillini, e oltretutto si era posta anche una questione procedurale sugli emendamenti.
Dopo una serie di riunioni la maggioranza aveva ipotizzato, poi, per sabato una nuova seduta del Consiglio dopo la commissione di venerdì, ma a quel punto è esplosa l’opposizione con Mauro Febbo (Forza Italia) che ha gridato a lungo e Sara Marcozzi (M5s) che ha fatto notare come “il calendario non lo stabilisce il Pd, ma la conferenza dei capigruppo. Fate qualcosa per questa regione che sta morendo – ha aggiunto – il vostro tempo è scaduto e prenderete una batosta, lo dicono i vostri sondaggi”.
Su D’Alfonso la Marcozzi ha aggiunto che “farebbe meglio a stare in Consiglio a governare la Regione piuttosto che fare passerella a eventi sulle elezioni americane all’ambasciata a Roma”.
Febbo ha affidato le sue riflessioni a una nota. “Resto sconcertato, allibito, indignato da quanto sta accadendo in Consiglio regionale ormai da mesi – è sbottato – Siamo di fronte a una maggioranza che si è liquefatta, che non esiste più e che ci tiene in Aula per discutere del nulla. Non c’è nessun progetto di legge all’ordine del giorno mentre l’Abruzzo sta precipitando e qualcuno preferisce corriere dietro alle fantasie sui porti, ai project financing a Renzi o Delrio”.
Tra gli impegni nel documento sull’immigrazione figurano anche la calendarizzazione di incontri con l’associazione dei comuni per individuare soluzioni condivise sul territorio per l’accoglienza e la gestione del fenomeno migratorio e la valutazione della possibilità di creare un hub regionale. Nel documento si prevede anche la sollecitazione ai gruppi di lavoro regionale la questione dell’accreditamento e dell’autorizzazione di strutture “fermo restando le indicazioni statali”.
A oggi, secondo i dati in possesso del capogruppo di Forza Italia Lorenzo Sospiri la situazione in Abruzzo conta la presenza di circa 3 mila immigrati, e sono 71 le strutture che ospitano i profughi. E sopratutto solo il 16 per cento ottengono il riconoscimento del diritto di asilo. Gli altri vengono allontanati, cioè messi alla porta dai centri di accoglienza.
“Negli ultimi mesi il fenomeno dei presunti profughi – ha sottolineato Sospiri ed Emilio Iampieri – si sta facendo insostenibile ovunque e la Regione Abruzzo non può continuare a far finta di non avere un problema. L’emergenza è già esplosa nei piccoli centri della provincia dove i sindaci, non informati preventivamente come invece prevedono i bandi della Prefettura, stanno subendo un’invasione, come a Vestea, Moscufo, Turrivalignani, Città Sant’Angelo e Pianella. Caso emblematico è quello dell’Hotel Excelsior di Montesilvano dove sulla carta sono ospitati un centinaio di immigrati, in realtà ce ne sono 300 nonostante a luglio 2016 anche il Nucleo Antisofisticazioni dei Carabinieri abbia riscontrato carenze strutturali nel manufatto”.
“Ora, noi non possiamo risolvere il problema macro – aggiungono i due forzisti – ma abbiamo il dovere di intervenire sul problema medio difendendo la tranquillità delle comunità locali, il ruolo dei sindaci e la dignità delle persone, presunti profughi, che non possono essere trattate come merce di scambio di un grosso business che oggi muove circa 2 milioni e 400mila euro al mese per il mantenimento e l’ospitalità di circa 3 mila presunti profughi solo in Abruzzo. Il fenomeno migratorio si fermerà quando si fermerà il business”.
Sull’ipotesi di un unico hub regionale ha espresso perplessità l’assessore regionale alla sanità Marinella Sclocco.
“Va considerato che per le sue dimensioni potrebbe creare impatti negativi sulla popolazione residente, rispetto alle attuali soluzioni. Se non vanno bene 300 immigrati negli alberghi di Monttesilvano, perché dovrebbero andare bene 500 in una caserma?”
Sclocco ha poi assicurato che “siamo in possesso dei dati reali del numero dei decreti di allontanamento emessi nei confronti dei centri di accoglienza presenti nel territorio regionale, così come stiamo sollecitando il Gruppo di Lavoro regionale per la questione dell’accreditamento e autorizzazione delle strutture preposte all’accoglienza”.
Il Consiglio regionale straordinario richiesto dal Movimento Cinque Stelle, con la firma di Mauro Febbo e Sospiri, di Forza Italia si è concluso con la bocciatura del documento presentato dalle minoranze.
Il provvedimento depositato impegnava il Presidente della Giunta regionale ad attivarsi per l’immediata sospensione ed annullamento delle procedure tese all’approvazione del progetto che riguarda il fiume Pescara.
Il documento inoltre chiedeva di attivarsi affinchè, per le raccolte delle acque di piena, vengano intraprese le opportune iniziative negli Uffici regionali, per la valutazione di un progetto alternativo consistente nella realizzazione di tanti piccoli laghi collinari.
“Un progetto ereditato, da quando la minoranza era maggioranza”, ha risposto il sottosegretario Mario Mazzocca, di Sinistra ecologia e libertà, che poi di fatto ha difeso il progetto.
“Una risposta che fa sorridere – ha ribattuto Sara Marcozzi del Movimento 5 stelle – oramai Mazzocca fa parte di quella che si può chiamare ‘Sinistra economia e libertà’, che non si oppone allo sperpero di denaro pubblico e alle colate di cemento”.




