CHIETI – Continuano le grandi manovre all’interno del Popolo della libertà in vista dei congressi provinciali. A Chieti l’assemblea dei tesserati, all’inizio fissata per il 18 dicembre, è slittata al prossimo gennaio.

Tutta la politica regionale è in movimento per l’appuntamento di una tra le federazioni che più ha raccolto adesioni nella campagna per il tesseramento. La componente egemone è rappresentata da “Destra protagonista”, guidata a livello nazionale dai parlamentari ex Alleanza nazionale Maurizio GasparriIgnazio La Russa, che ha come referente regionale il senatore Fabrizio Di Stefano, vice coordinatore del partito e uomo forte nel Chietino. Contro questo assetto si sta muovendo un panorama articolato, ma abbastanza slegato, che ha chiesto l’intervento del presidente della Regione, Gianni Chiodi, che è sceso in pista fiancheggiato da una parte della sua Giunta: il vice presidente Alfredo Castiglione e i due assessori Federica Carpineta e Mauro Di Dalmazio.

L’attuale coordinatore provinciale è Mauro Febbo che, però, in base alla norma interna di partito sulle incompatibilità, dovrebbe optare tra il ruolo di assessore regionale e quello di segretario provinciale, ipotesi quanto mai remota. Stesso discorso per Pasquale Di Nardo, vicario di Febbo, che come presidente della Ferrovia adriatico sangritana, società controllata dalla Regione, incappa nella stessa direttiva del segretario nazionale del Pdl, Angelino Alfano.

Il gruppo che guida il coordinamento, di cui lo stesso Febbo è esponente di punta, sta cercando una candidatura alternativa. Nomi non se ne fanno ma sembra che a breve possa trovarsi la quadra.

Intanto, sull’altro fronte, si sta lavorando a un nome spendibile in alternativa al gruppo di Di Stefano e sarebbero addirittura scesi in campo anche degli esponenti di primo piano del Pdl.

Da quanto si è appreso, infatti, l’altra sera ci sarebbe stata una cena in un ristorante di Chieti Scalo con Chiodi, il suo staff e gli assessori regionali Castiglione, Di Dalmazio e Carpineta.

Tra gli argomenti centrali del tavolo c’è stato proprio quello delle candidature al congresso provinciale del Pdl. Ma, a quanto sembra, anche a causa delle numerose assenze, non si è individuata un nome da opporre a quello che uscirà dal gruppo Febbo-Di Stefano.

Chi si agita molto è il consigliere regionale Emilio Nasuti, eletto con il Pdl, poi passato con Futuro e libertà, attualmente nel gruppo misto ma con in tasca la tessera del movimento berlusconiano. Nasuti si sarebbe proposto a entrambi i contendenti ma su di lui si sono concentrati una serie di veti incrociati.

Una fanta-ipotesi, paventata dallo stesso Chiodi durante la cena, sarebbe quella di una discesa in campo direttamente di Di Stefano, ma il bollettino delle probabilità pende verso il basso.

Le festività di Natale dovrebbero portare a una sorta di tregua armata, ma l’anno nuovo si annuncia carico di novità importanti. 

NASUTI: ”NON MI AGITO, VORREI SOLO UN PARTITO APERTO AL DIALOGO”

“In vista del congresso del Popolo della libertà di Chieti non mi agito affatto. In quanto tesserato del partito, semplicemente mi auguro una stagione nuova”.

Il consigliere regionale del gruppo misto Emilio Nasuti commenta così l’articolo di AbruzzoWeb sull’assemblea degli iscritti Pdl della provincia di Chieti che dovranno rinnovare l’assetto dirigenziale del partito.

Il congresso, inizialmente previsto per il 18 dicembre, è stato spostato a gennaio.

“Immagino un partito aperto – prosegue Nasuti – in grado di offrire a ognuno la possibilità di dire la sua, con l’unico obiettivo di costruire una forza in grado di guardare al futuro”.

“Un partito – aggiunge ancora il consigliere – dove chiunque si senta parte attiva e libero di confrontarsi e dialogare, senza il rischio di vedersi fatto fuori perché non allineato”.

Nasuti ha confermato che ha avuto incontri con i vertici di partito ma “senza proporsi ai contendenti in campo”.

“Ritengo – sottolinea – di essere all’altezza dei tanti che ambiscono alla carica di coordinatore provinciale, e credo che più candidati ci saranno al congresso più il partito dimostrerà di essere vivo e, quindi, forte”.

Sulla gestione attuale del partito, retto dall’assessore regionale Mauro Febbo, che non può ricandidarsi alla carica di segretario per la norma sulle incompatibilità tra il ruolo amministrativo e quello politico, Nasuti si trincera dietro un laconico “no comment”. (pi.bi.)