L’AQUILA – Il Consiglio generale di Presidenza di Confindustria Abruzzo ha inserito all’ordine del giorno dell’assemblea fissata per il prossimo 16 febbraio, la modifica statutaria e il cambio della sede centrale e legale dell’ associazione di categoria dall’Aquila a Pescara.
Nel capoluogo di regione, secondo quanto si è appreso, viene mantenuta “una misera e furba sede operativa”, come denuncia il consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci che parla di “atto gravissimo ed inopinato”.
Pietrucci chiama a raccolta, anzi “alla rivolta e alla insurrezione” parlamentari ed istituzioni abruzzesi per sventare quello che in vista delle elezioni regionali del 10 marzo si palesa come “un gravissimo tentativo di scippo”.
“Il trasferimento della sede legale di Confindustria a Pescara sarebbe l’ennesimo tentativo di scippo e la volontà di uno spostamento del baricentro politico dal capoluogo d’Abruzzo a Pescara – attacca il dem – L’ennesima conferma di quello che è accaduto nella politica regionale nei cinque anni del governo Marsilio: un potenziamento progressivo ed esponenziale dell’area pescarese a discapito delle aree interne e dell’intera Provincia dell’Aquila”.
“Nel 2019 il centrodestra vinse, soprattutto a L’Aquila, su una parola d’ordine: il rilancio dell’Abruzzo interno; nei cinque anni successivi abbiamo visto invece aumentare il divario già esistente soprattutto su sanità, con la realizzazione del Covid Hospital a Pescara, sui trasporti con la mancata strategia del collegamento ferroviario dell’Aquila con Roma, sulle infrastrutture con il prolungamento dell’asse attrezzato pescarese e della pista dell’aeroporto, il Trasferimento della Sede Regionale del Soccorso Alpino a Pescara, la Sede Unica Regionale sempre nel capoluogo Pescarese – spiega ancora -. Chiamo tutti i parlamentari, i consiglieri regionali e i consiglieri comunali aquilani di ogni schieramento alla rivolta e all’ insurrezione; anche i candidati alla carica di Consigliere di questa regione devono sentirsi investiti a intervenire immediatamente”.
“Oggi più di ieri, occorrono sentinelle, baluardi delle aree interne e la capacità di opporsi, con cuore e coraggio, oltre i confini politici che si rappresentano”, conclude.





