RIMINI – “Noi vogliamo che la pena sia la privazione della libertà, non la mortificazione e l’offesa alla dignità del detenuto, proprio perché abbiamo rispetto della persona. In Italia, in Egitto, nel resto del Mondo la pena è privazione della libertà. Le pene corporali non sono ammissibili, quindi vigileremo affinché il trattamento del detenuto sia un trattamento confacente al rispetto dei diritti umani”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani nel punto stampa di Rimini rispondendo a una domanda sul caso del giovane pescarese Giovanni Passeri, condannato all’ergastolo in Egitto.