PESCARA – A un anno dalle elezioni amministrative il Pd traccia un bilancio del lavoro della giunta Mascia e da un giudizio negativo. Il commento è riassunto in un manifesto in cui si parla di Pescara come di una “città abbandonata” e questa opinione, ha detto Marco Alessandrini, capogruppo del Pd in Comune, si affianca a quella dell’opinione pubblica, dalla quale si alza un “alto coro di dissenso per l’alta delusione”.
Alessandrini ha definito il capoluogo “una città introflessa e chiusa su se stessa in cui manca la cura delle piccole cose, dove i parchi sono come savane, e la maggior parte del tempo viene speso per sedare le risse interne.
Noi lavoriamo, ha aggiunto, per proporci come alternativa di governo, consapevoli che la citta’ meriti piu’ attenzione e cura. Non si parla più di certi argomenti, come l’area di risulta, il piano regolatore portuale, l’ex Cofa e in generale si può dire che non si sta facendo nulla”.
Stefano Casciano, segretario cittadino del Pd, ha osservato che “questa è un’amministrazione che comunica molto e male ma comunica tanto fumo. Oggi possiamo dire che il sindaco ha perso la sua partita 4 a 0.
Ha perso cioè sui 4 temi fondamentali del suo programma elettorale che erano lavori pubblici, viabilita’, occupazione e sicurezza”.
Polemico anche Camillo D’Angelo il quale non prevede nulla di buono e dice che “con l’approvazione della manovra si dovra’ procedere ai tagli”.




