PESCARA – “Un sindaco e una Giunta hanno tutto il diritto di riorganizzare la struttura comunale, ma se le loro scelte risultano platealmente irrazionali, come ha ammesso prendendo le distanze lo stesso assessore all’urbanistica, è un sacrosanto diritto criticarle”.
Lo afferma Maurizio Acerbo, consigliere comunale di Rifondazione comunista, parlando dell’architetto Piergiorgio D’Angelo.
“Desidero esprimere pubblicamente – continua – la mia solidarietà e stima all’architetto D’Angelo che non meritava il trattamento che gli ha riservato un’amministrazione la cui pigrizia e incapacità è sotto gli occhi di tutti”.
“Non vi è nessuna logica meritocratica – dice – dietro una scelta di questo genere se non liberarsi di un funzionario competente e di lunga esperienza, ma scomodo perché mai asservito al potente di turno”.
“Infatti – aggiunge – proprio per queste qualità che sono disvalori per i politicanti nostrani, D’Angelo non è mai diventato dirigente. La competenza e l’onestà di Piergiorgio D’Angelo avrebbero dovuto essere considerate una garanzia e una risorsa”.
“Invece il sindaco e la sua comitiva – asserisce Acerbo – cercano di scaricare sulla struttura le responsabilità per la stasi che caratterizza l’amministrazione comunale di Pescara”.
“Ho la sensazione – conclude – che questa congrega di pigri incompetenti abbia voluto da un lato ingraziarsi i costruttori e dall’altro liberarsi di un tecnico troppo indipendente”.



