L’AQUILA – “Presenterò una mozione consiliare, accompagnata da una raccolta di firme, per riportare il crocefisso nell’aula consiliare”.
Lo annuncia il consigliere comunale di Forza Italia Roberto Tinari, che a ottobre si è vista respinta una mozione con lo stesso intento, con il voto 9-9 che l’ha bocciata ma che ha consentito appunto la riproposizione.
Il sindaco, Massimo Cialente, aveva invitato a non strumentalizzare questo tema e, piuttosto, a “comportarsi da cristiani”, ammettendo di non ricordare se nell’aula di palazzo Margherita, storica sede municipale resa inagibile dal sisma del 6 aprile 2009, il crocifisso ci fosse o meno.
“Sono in possesso di documentazioni fotografiche che testimoniano come il crocifisso sia sempre stato presente in aula – così Tinari dissipa i suoi dubbi – e, pertanto, chiedo con forza che il simbolo della nostra religione e della nostra identità venga rimesso al suo posto”.
“In questo momento storico, in cui gravi minacce si addensano sulla nostra società, e dopo i fatti di Parigi, ritengo che questa sia una battaglia di civiltà nel nome dei valori che sono alla base della nostra cultura – conclude il forzista – Sono convinto, in questo modo, di farmi portavoce e di interpretare la volontà della maggior parte dei nostri concittadini, nei confronti dei quali la rimozione di questo altissimo simbolo costituisce, a mio avviso, un’offesa ed una grave mancanza di rispetto”.
Nel primo voto sulla mozione il Consiglio comunale si è spaccato: alcuni colleghi di minoranza di Tinari non l’hanno appoggiata mentre altri consiglieri di centrosinistra hanno votato contro la maggioranza e a favore del crocifisso.
Nell’attuale aula consiliare, una ex palestra in località Villa Gioia, aperta dal 30 aprile 2013, il crocifisso non ci è mai stato. (alb.or.)





