L’AQUILA – Quasi 11,5 milioni dall’Imu, 1,7 dai residui e dal recupero dell’Ici negli anni precedenti, 6,8 dalla tassa sui rifiuti, 3,5 dall’addizionale Irpef, cui vanno aggiunti i 13,5 milioni di contributo ordinario dello Stato: sono queste le voci principali in entrata del bilancio del Comune dell’Aquila, presentato oggi nel tendone di piazza Duomo dal sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, e dall’assessore Lelio De Santis.
Un bilancio che arriva agli sgoccioli dell’anno finanziario, ma che tiene conto del termine del 31 ottobre fissato dal ministero dell’Interno dopo varie proroghe, e che conta anche i 26 milioni di euro trasferiti dal governo a titolo di contributo straordinario per le mancate entrate e le maggiori spese causate dal terremoto del 2009.
Quanto alle uscite, invece, la parte del leone la fanno le spese per le opere pubbliche (18,3 milioni, di cui 10 per lavori post-terremoto), il diritto allo studio (7,1), la cultura (5,7), il sociale (3,8), la gestione del verde pubblico (2,9) e lo sport (1,3), inoltre viene inserito uno stanziamento di 100 mila euro per il sostegno del turismo.
Una voce sostanziosa è costituita dai costi del personale, 14,6 milioni, che però “esplode” se si contano pure quelle dei lavoratori delle aziende a partecipazione pubblica: circa il 40 per cento del “budget” a disposizione.
Un capitolo a parte quello dei soldi assegnati alle ex municipalizzate: 14,5 milioni all’Asm (rifiuti), 2,3 all’Ama (mobilità), 1,2 al Sed per la gestione dell’anagrafe e dei tributi, un milione all’Afm (farmacie comunali, asili nido e manutenzione cimiteri), 500 mila euro ognuno al Centro turistico del Gran Sasso e all’ex Onpi (assistenza ai non autosufficienti).
In totale gli importi “movimentati” ammontano a oltre 428 milioni di euro, gran parte dei quali, però, 293 milioni, sono i fondi legati al post-sisma (indennizzi per la ricostruzione privata, contributo di autonoma sistemazione, affitti concordati, opere di messa in sicurezza, finanziamenti per gli edifici pubblici e così via) che quindi rappresentano una “partita di giro”, cioè sono tanto in entrata quanto in uscita e l’amministrazione non ne può disporre a piacimento.
Di fatto, quindi, il bilancio reale è di poco più di 134 milioni, ma in maggioranza, però, sono destinati a spese obbligatorie o impegni già assunti, a testimonianza delle sofferenze economiche che caratterizzano l’attività degli enti locali.
Per avere conferma di ciò basta prendere il Piano delle opere pubbliche, che prevede l’avvio di progetti per un totale di 8.650.000 euro, ma di questi 5 sono dedicati alla riparazione del cimitero monumentale dell’Aquila e quelli di alcune frazioni grazie a uno stanziamento deciso da un decreto dell’ex commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi: in pratica rimangono poco più di 3,5 milioni.
LE ALIQUOTE IMU
Le aliquote fissate dalla Giunta comunale per le abitazioni principali, sono inferiori rispetto a quelle determinate dal governo.
Per le prime case, infatti, l’aliquota è stata fissata al 3,7 per mille (lo standard statale è del 4 per mille), per le seconde case affittate con contratto concordato ai senza tetto, a causa del sisma, è del 5,6 per mille e del 6,6 per mille per gli alti tipi di affitto con regolare contratto (aliquote inferiori a quelle fissate dallo Stato per le seconde case, pari al 7,6 per mille).
Le seconde case vuote saranno tassate al 10,6 per mille.
L’aliquota per i fabbricati diversi dalle abitazioni è del 7,6 per mille.
L’amministrazione ha comunque intenzione di applicare la stessa aliquota Imu dell’abitazione principale anche alle seconde case abitate dalle famiglie che hanno dovuto lasciare la prima casa perché inagibile a causa del sisma, e a quelle cedute da un familiare a un altro, sempre a causa dell’inagibilità dell’abitazione principale del nucleo beneficiario.



