L’AQUILA – Scoppia una nuova crisi di maggioranza in seno al Comune dell’Aquila e il sindaco, Massimo Cialente, caccia dalla sua Giunta l’assessore Lelio De Santis, segretario regionale dell’Italia dei valori, che ieri, in un incontro con la stampa, ha accusato l’amministrazione di eccessiva lentezza invitando a un rilancio in vista dell’ultimo anno e mezzo di mandato.

De Santis è stato fin qui titolare di deleghe pesanti come il Bilancio e la gestione dei 4.449 alloggi antisismici del progetto C.a.s.e..

Un “atto di forza” del primo cittadino che, però, nei giorni scorsi non ha adottato lo stesso “pugno di ferro” con il suo vice sindaco, l’ex procuratore della Repubblica di Pescara Nicola Trifuoggi, che ha sostanzialmente ammesso di puntare a candidarsi sindaco con una coalizione civica, alternativa al centrosinistra, in opposizione, quindi, alla squadra in cui si trova attualmente.

L’Idv è gruppo importante del Consiglio con due consiglieri, il capogruppo Giuliano Di Nicola e Adriano Durante, che si è aggiunto lo scorso luglio fa dopo l’elezione con i Cattolici democratici nel 2012.

Tra l’altro l’Idv alle ultime amministrative aveva corso contro Cialente, con il candidato sindaco Angelo Mancini che, dopo aver rifiutato l’apparentamento nel ballottaggio, una volta entrato in Consiglio anche grazie a un ricorso amministrativo ha fondato un proprio gruppo “doppione” a parte L’Aquila Oggi-Idv, svincolandosi dalla maggioranza.

È solo l’episodio più recente di un rapporto tra il sindaco, buona parte del suo partito, il Partito democratico, e il resto dei “piccoli” del centrosinistra, che si è incrinato sempre più.

Solo di recente c’è stata l’uscita dalla maggioranza del Partito socialista, con il feroce litigio con il capogruppo e segretario provinciale, Gianni Padovani, e la successiva cacciata dell’assessore al Commercio Giancarlo Vicini, sostituito da Pierluigi Mancini, esponente di Alleanza per l’Italia, l’ex partito di Francesco Rutelli che da tempo attendeva rappresentanza in Giunta.

Rapporti tesi ci sono stati anche con Sinistra ecologia libertà e con Rifondazione comunista, specialmente sui temi del bilancio, approvato in ritardo mostruoso, e dello sviluppo del Gran Sasso, ma senza arrivare a una rottura.

La reazione dell’Idv è arrivata in una nota in cui si esprime delusione per modi e tempi della cacciata ma, soprattutto, si ipotizza il ritorno alle urne con un anno di anticipo, quando si sostiene che Cialente “ha deciso di volersene andare facendo ricadere la responsabilità sull’incolpevole Idv”.

CIALENTE: “ROTTO IL RAPPORTO DI FIDUCIA”

“Alla luce della conferenza stampa tenuta ieri dall’Italia dei valori, che fa seguito ad altre esternazioni dell’ex assessore De Santis – scrive Cialente in una nota e sulla propria bacheca Facebook – ritengo venuto meno il rapporto di fiducia, lealtà e comprensione sua e dell’Idv, nei confronti della mia persona, degli altri assessori e dei dirigenti che con abnegazione prestano il loro servizio, fra le mille difficoltà, legate anche ai ritardi nell’approvazione dei bilanci registrati in questi anni, che attanagliano la nostra azione amministrativa, caratterizzata da un’intollerabile carenza di personale, acuita dalla complessa vicenda del rinnovo del contratto dei precari”.

Cialente ritiene “che sia arrivato il momento di andare a un approfondito, serio, ponderato, ma definitivo chiarimento della maggioranza di centrosinistra che governa questa fase bestiale della vita di questa comunità”.

“Di fronte alla disperazione della povertà che tocco con mano ogni giorno, a una crisi economica che conoscemmo forse solo ai tempi della dominazione spagnola, a fronte delle difficoltà che abbiamo ancora per la ricostruzione, non solo materiale, ma soprattutto sociale ed economica – sottolinea il primo cittadino – farei offesa alla mia coscienza, alla mia storia e alla mia visione e concezione della vita politica ed amministrativa se dovessi sorvolare e fare finta di niente”.

Quanto agli equilibri futuri del Consiglio, Cialente sfida gli ex dipietristi a portare la crisi in aula: “Se due consiglieri dell’Italia dei valori, Adriano Durante e Giuliano Di Nicola, dovessero decidere di far mancare il loro sostegno all’amministrazione comunale, potranno farlo serenamente dinanzi a tutti i cittadini”.

DE SANTIS: “HA DECISO DI ANDARSENE E INCOLPA NOI”

Il segretario regionale dell’Italia dei valori, Lelio De Santis, cacciato oggi dalla Giunta comunale dell’Aquila, “ha appreso prima dalla stampa e poi da uno scarno comunicato del sindaco che è stato estromesso dalla maggioranza, poiché il sindaco ritiene ‘…venuto meno il rapporto di fiducia, lealtà e comprensione sua (e dell’assessore) e dell’Idv nei suoi confronti”.

Lo scrive lo stesso De Santis in una dura nota, firmata anche dai consiglieri Giuliano Di Nicola e Adriano Durante, che alimenta ancora di più le fiamme della crisi.

“Mistificando in maniera assoluta il significato e il contenuto della conferenza stampa tenuta ieri dall’Idv, interpreta la stessa come percezione di un venir meno del rapporto di fiducia e lealtà – si legge nella nota – Spieghi il signor sindaco alla città quando, come e con quali atti il partito che con più passione ha sempre preso le sue difese è venuto meno al principio di lealtà”.

“L’aver invitato l’amministrazione a un’azione più incisiva e più visibile può essere segno di mancanza di lealtà e fiducia? Il volersi presentare alla cittadinanza con opere pubbliche realizzate è segno di slealtà e sfiducia? – si chiedono polemicamente i consiglieri – Non pensa il signor sindaco che una maggioranza di coalizione è fatta anche di voci diverse e di diverse sensibilità?”.

“Se l’Idv non è un partito di ‘yes man’ lo rivendichiamo con orgoglio! Spieghi il signor sindaco perché ha deciso di volersene andare facendo ricadere la responsabilità sull’incolpevole Idv”, concludono facendo presagire quindi scenari di sfiducia in Consiglio comunale e possibile decadenza del primo cittadino con commissariamento e ritorno alle urne con un anno di anticipo.

“IO CACCIATO, TRIFUOGGI NO: CHE COSA C’E’ SOTTO?”

“A differenza di Nicola Trifuoggi, non ho mai detto di volermi candidare sindaco contro Massimo Cialente, eppure solo io vengo cacciato dalla Giunta. È una decisione ingiusta e incomprensibile, a meno che non ci sia qualcosa sotto che non sappiamo”.

Lo afferma ad AbruzzoWeb il segretario regionale dell’Italia dei valori Lelio De Santis, a cui oggi sono state rimosse le deleghe da assessore a Bilancio e Progetti C.a.s.e. del Comune dell’Aquila come conseguenza della crisi aperta dal primo cittadino.

Il riferimento è al numero 2 della Giunta aquilana, l’ex procuratore Trifuoggi, che ha lasciato intendere di volersi candidare alla fascia tricolore in alternativa al centrosinistra nel 2017: un’ipotesi fragorosa ma che non ha provocato scossoni, come invece la conferenza stampa degli ex dipietristi che denunciavano lentezza e invitavano al rilancio nell’ultimo anno e mezzo di mandato.

“Sono in forma, come prima più di prima – afferma De Santis – Se usciremo dalla maggioranza? Veramente siamo stati cacciati e se ci sarà un vertice non ci andremo, ne siamo fuori e non per scelta nostra, ma per decisione immotivata del sindaco”.

Si va verso la caduta dell’amministrazione e il ritorno anticipato alle urne? “Non ho i conti sottomano” afferma, rispondendo poi con prudenza alla domanda di una possibile mozione di sfiducia: “Oggi non c’è questa ipotesi, in futuro chissà, ognuno si muoverà politicamente”.

LE REAZIONI

BENEDETTI: “DALL’IDV PUERILE STUPIDAGGINE”

Una prima reazione è quella del presidente del Consiglio comunale, Carlo Benedetti (Partito democratico), sulla propria bacheca di Facebook.

“In effetti la conferenza dell’Idv di ieri è stata una vera stupidaggine! Un tentativo puerile di distinguersi sul nulla!”.

LIRIS: “CIALENTE TOLGA IL DISTURBO”

“Per quanto riguarda De Santis, penso che il fatto di aver pubblicamente ammesso la stasi completa dell’amministrazione, la mancanza assoluta di atti prodotti, l’assoluta mancanza di progetti, idee, iniziative, sia senz’altro un atto meritorio: tale tardiva presa di coscienza, però, non esonera lui e il suo partito dalla responsabilità di aver sostenuto e legittimato politicamente fino a ora un’armata brancaleone, conflittuale, instabile e incapace di mettere al centro della propria condotta l’interesse pubblico”.

Lo scrive in una nota il capogruppo di Forza Italia al Consiglio comunale dell’Aquila, Guido Liris.

“Cialente e il centrosinistra devono togliere il disturbo, prendere immediatamente atto della impossibilità e della propria incapacità di portare avanti in maniera dignitosa la guida amministrativa della nostra città, che, gradualmente, assomiglia sempre più ad una cittadella di seconda fascia più che a un capoluogo di Regione”, conclude.

IMPRUDENTE (SALVINI): “CACCIATO PER AVER DETTO IL VERO”

“Ci rimette Lelio De Santis per avere detto la verità”.

Lo scrive in una nota il capogruppo di “Noi con Salvini” in Consiglio comunale dell’Aquila, Emanuele Imprudente.

“La frase ‘è una città mal gestita’ non è stata proprio digerita da Massimo Cialente che ha comunicato, con una nota stampa, il ritiro delle deleghe dell’assessore dell’Italia dei valori – scrive – Una presa di posizione dura che conferma il ‘regime imposto dal sindaco’”.

“Ormai è crisi permanente all’interno di una maggioranza sempre più sfaldata e inconcludente – accusa – Per salvare almeno la dignità politica, Cialente farebbe bene a fare subito un passo indietro”.

Imprudente ricorda che dopo la “fuoriuscita del Partito socialista e ora la cacciata dell’Idv non ci sono più i numeri per la maggioranza. Il primo cittadino – aggiunge ancora – sarà ricordato per un guinness dei primati poco invidiabile, fatto di crisi, rimpasti, dimissioni date, ritirate e minacciate”.

 “Non credo che al mondo ci sia un amministratore artefice di tanta falsa politica in una città”, conclude.