L’AQUILA – “Cialente non sopporta che qualcuno possa criticarlo, si sente un po’ come il re Sole, ma non può pretendere di essere il dominatore assoluto: c’è un accordo sul programma e se si rispetta per noi va bene, altrimenti continueremo a votare contro. Noi non siamo sudditi né la claque di nessuno”.

Enrico Perilli è tra i consiglieri di maggioranza del Comune dell’Aquila ‘nominati’ nel lungo J’accuse che il sindaco, Massimo Cialente, due giorni fa ha ‘urlato’ dalla  sua pagina Facebook per denunciare la situazione di instabilità che, a suo dire, minaccia il suo governo cittadino, tanto da paventare l’ipotesi di dimissioni e di un imprevisto ritorno alle urne.

A far scoppiare la scintilla è stata la votazione sul progetto di piazza D’Armi, passata con 17 voti favorevoli.

Tra i 6 che hanno votato contro, oltre Perilli, a capo del monogruppo di Rifondazione comunista, ci sono anche esponenti del Partito democratico, lo stesso del sindaco.

In particolare, il consigliere democrat Antonello Bernardi, finito nel mirino di Cialente perché “raramente vota a favore, ha sempre una sua coerenza del momento”, e il capogruppo dei democrat, Maurizio Capri, con il quale erano volate parole grosse anche nella scorsa riunione di maggioranza: “ha detto chiaramente che è pronto a mandarmi a casa”, ha scritto il sindaco sulla piazza virtuale.

Per i consiglieri “incriminati”, interpellati da AbruzzoWeb per fornire una loro versione, la situazione invece non è così drammatica e la votazione del Consiglio a loro sembra essere stata solo un pretesto per uno sfogo che nasconderebbe, invece, motivazioni ben diverse.

“Sicuramente ci sono motivi differenti che hanno portato il sindaco a quelle dichiarazioni. Drammatizza la situazione – spiega ancora Perilli – la maggioranza in 18 mesi non è mai andata sotto. E comunque non credo che, se dovesse cambiare maggioranza, le cose andrebbero meglio”.
 
In relazione all’attacco sul suo voto contrario (“Ma allora non ha letto il programma elettorale che pure ha sottoscritto?”, aveva scritto Cialente) Perilli replica: “Il programma io l’ho letto, anche perché facevo parte del tavolo programmatico al quale, invece, il sindaco ha partecipato poco. Il progetto di piazza d’Armi era partito come Central Park, come grande parco, invece ieri (oggi per chi legge, ndr) sono stati aggiunti un ristorante, una galleria commerciale, cose che nel progetto originario non c’erano”.

Parla di “allarme eccessivo” anche Capri che, sulla situazione della maggioranza, a questo giornale minimizza: “Non credo ci siano problemi di instabilità” anche se poi sottolinea che “se le cose non si dovessero chiarire, concordo con il sindaco che è giusto che si vada alle elezioni”.

“Neanche mi offendo, credo sia stato solo un momento, non si è mai comportato così”, risponde invece Bernardi, per Cialente un’altra “mela marcia” della sua maggioranza.

“Ogni cosa va vista nei suoi dati reali – aggiunge – andiamo a contare veramente quante delibere ho votato contro. Non ci sono problemi, nessun atto importante è mai saltato in Consiglio”.