L’AQUILA – L’atto di indirizzo per le nomine dei vertici delle aziende partecipate del Comune dell’Aquila, ormai atteso da mesi, approderà sul tavolo del prossimo Consiglio comunale, fissato per il 15 febbraio.

Tra le novità, già anticipate da questo giornale, introdotte sulla gestione delle società partecipate, nuove norme sui compensi degli amministratori, con un fisso del 50 per cento degli stipendi e il restante variabile in base al raggiungimento o meno degli obiettivi prefissati.

Lo conferma ad AbruzzoWeb Fabrizio Taranta, consigliere di Noi con Salvini e presidente della quarta commissione consiliare (Affari istituzionali e regolamenti) che ha passato in esame il testo, atteso dall’estate scorsa e sempre rinviato tra polemiche più o meno sottotraccia. 

“Nell’ultimo incontro, che si è tenuto il 6 febbraio, abbiamo approvato l’atto che aveva ricevuto già l’ok da parte della Giunta il 25 gennaio scorso – spiega – Qualcuno si è astenuto, ma non c’è stato alcun voto contrario e questo è un segnale decisamente positivo”.

Per Taranta, “la novità principale riguarda i compensi degli amministratori unici: la metà sarà fissa, mentre il restante 50 per cento sarà valutato in base al raggiungimento di alcuni obiettivi, che verranno decisi annualmente”.

Per le competenze, invece, sarà fondamentale essere laureati o, in alternativa, essere in possesso di una comprovata esperienza amministrativa di almeno 3 anni con ruoli di gestione in enti pubblici, aziende, istituzioni, fondazioni, consorzi e società partecipate: un passaggio su cui salviniani e Forza Italia si sono scontrati con diversità di vedute.

“Sull’atto si è detto molto, hanno provato a infangare la maggioranza, dicendo che era impantanata per discussioni sulle nomine – aggiunge ancora – ma il tempo è stato utilizzato per mettere nero su bianco tutte le novità e il fatto che non ci siano stati voti contrari dimostra la validità dell’atto stesso, creato ad hoc per premiare le competenze”.

“Il voto in commissione dimostra che non era una questione di lotte intestine e come si è cercato di garantire una gestione ottimale delle società partecipate”, conclude Taranta.