CHIETI – Al Comune di Chieti è caccia aperta al vice sindaco Bruno Di Paolo. Tutti contro di lui, con attacchi che arrivano indifferentemente sia dal centrodestra sia dal centrosinistra.
Non c’è dubbio che l’annuncio del dimezzamento della propria indennità da vice sindaco e la richiesta ai colleghi di fare altrettanto abbia sparigliato le carte aprendo un ampio fronte di cui Di Paolo è l’unico bersaglio.
E le polemiche rischiano anche di andare a finire nelle aule di tribunale. L’uscita del capogruppo dell’Italia dei valori Bassam El Zohbi secondo cui Di Paolo ha gioco facile nel dimezzarsi gli emolumenti perché percepisce già due pensioni, non è piaciuta per niente all’interessato, che non solo ha smentito seccamente, ma ha anche minacciato querela.
In soccorso di El Zohbi è sceso il responsabile regionale del suo partito, il senatore Alfonso Mascitelli, che nel difendere il suo capogruppo ha colto l’occasione per lanciare un duro attacco contro Di Paolo, riaccendendo una spinosissima polemica di qualche anno fa, quella sulle presunte firme false nella presentazione della lista del centrodestra alle elezioni regionali.
Attacchi sono arrivati anche dalla coalizione di cui Di Paolo fa parte, quella di centrodestra. Un gruppo di consiglieri comunali ha diffuso una nota al veleno in cui il vice sindaco viene descritto come una sorta di amministratore nullafacente che non pensa altro che alla ricandidatura alle prossime regionali.
C’è infine la posizione dell’Udc cittadino, a conti fatti la più benevola, che semplicemente chiede a Di Paolo coerenza dopo la scelta radicale di volersi dimezzare gli emolumenti.
MASCITELLI: ”DI PAOLO VENGA IN PROCURA CON NOI”
“Non siamo disposti ad accettare intimidazioni di Di Paolo sul nostro capogruppo. Le valutazioni di Bassam El Zohbi sono giudizi semplicemente politici e la reazione scomposta del vice sindaco che minaccia denunce è del tutto fuori luogo”. Lo ha dichiarato il segretario regionale dell’Italia dei valori intervenendo sulle dichiarazioni di presunte denunce penali contro il consigliere dell’Idv Bassam El Zohbi.
“Tutti i nostri avvocati iscritti al partito sono pronti ad una difesa legale gratuita a sostegno di Bassam, persona per bene e medico stimato, che dopo tanti anni di politica ha ancora un lavoro precario perché ha sempre rifiutato i clientelismi della politica da quattro soldi. Rispetto alla proposta della riduzione delle indennità, la riduzione del 50 per cento delle indennità dei componenti della giunta è già uno spreco a giudicare dalla catastrofe in cui stanno portando la città di Chieti”.
“Piuttosto – ha concluso il senatore – prima di impartire lezioni di etica comportamentale – dice infatti Mascitelli – il vice sindaco vada alla procura di Chieti a raccontare la storia, di cui lui è stato testimone, sulle firme false apposte dal centrodestra in occasione delle ultime elezioni regionali. In quella occasione, la sua candidatura fu depennata all’ultimo momento e lui sa bene che la lista dei candidati, rifatta all’ultimo momento, comportò la falsificazione delle firme dei presentatori”.
I CONSIGLIERI DI CENTRODESTRA: ”IN GIUNTA HA FATTO POCO O NULLA”
Gli attacchi contro Di Paolo non si fermano all’opposizione. Un durissimo comunicato arriva anche da un gruppo di consiglieri della sua maggioranza (Palmerino Di Renzo, Enzo Ginefra, Gianni Di Labio, Liberato Aceto e Marco Di Paolo) che lo accusano di “aver passato anni seduto in Giunta comunale facendo poco o nulla” e di essere interessato solo alla ricandidatura a consigliere regionale, per cui “ha deciso di aprire la sua personale campagna elettorale utilizzando la più classica azione propagandistica ovvero quella di gettare fango addosso a tutti per apparire l’unico salvatore della patria”.
“In realtà, il gesto di ridursi la propria indennità di assessore del 50 per cento – continuano – è una azione meramente populista ma, purtroppo, vuota di contenuti effettivi in quanto sa bene che non è possibile rinunciare a metà della retribuzione prevista per legge”.
“Comunque, – concludono – visto che l’ha tanto strombazzata a destra e manca, sarà nostra massima premura certificare, con prove inoppugnabili, che il Vice Sindaco dal prossimo mese rinuncia alla metà del proprio compenso che, se non potrà rimanere direttamente nelle casse Comunali, dovrà realmente destinare ai più poveri e bisognosi della città”. (ar.ia.)






