AVEZZANO – “Ci troviamo di fronte a una norma incivile, che non andrebbe applicata nemmeno in un paese del terzo mondo, ma questo ci dovevamo aspettare da una politica che ormai da 15 anni balbetta e nemmeno esamina cosa si va ad approvare. Una norma che va innanzitutto contro i cittadini. Ringrazio tutti coloro che non hanno mancato di farmi sentire la propria vicinanza e a tutti prometto di continuare a spendermi al massimo per la nostra bella città”.
Sono le parole del sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, intervenuto stamane in conferenza stampa, dopo la decisione del Tribunale dell’Aquila, che lo ha condannato a un anno e 4 mesi per peculato, nell’ambito del processo che lo vede imputato sull’utilizzo a fini personali delle auto blu della Provincia dell’Aquila, di cui è stato dirigente. Un’indagine iniziata nel settembre 2012. Sei, in particolare, i viaggi contestati inizialmente a Di Pangrazio, poi scesi a tre. I pm Stefano Gallo e Roberta D’Avolio avevano chiesto 4 anni e mezzo di reclusione.
“Sono abituato ai colpi bassi, a dover sopportare e oggi viene pavenatata la sospensione per quelli che sono stati definiti gravi reati – ha aggiunto -. In realtà qua stiamo parlando di peculato d’uso di tre viaggi e quindi di scarse 200 euro. Si tratta a questo punto di una sentenza che può commentarsi da sola. Soprattutto considerando che stiamo parlando di un sindaco che ha rinunciato alla propria indennità, ma che deve comunque sopportare una pena del genere”.
Diversi, tra le altre cose, i capi di accusa nei confronti di Di Pangrazio. “Mi si contestavano abusi vari che non ho capito – ha spiegato – , come non capisco e continuo a non capire le sanzioni penali per aver, in passato, falsamente proposto una delibera per la Spending Rewiew. Una delibera la cui paternità è stata riconosciuta ad altri, che non riguardava gli enti locali, ma che ha comunque costato una condanna”.
La sospensione, per Di Pangrazio, scatterà in base a quanto previsto dalla legge Severino, voluta dall’ex Ministro della Giustizia dell’Esecutivo di Mario Monti e che prevede, appunto, una sospensione per 18 mesi. Al primo cittadino subentra quindi il vice Domenico Di Berardino, ma secondo una stima, il ricorso in Appello potrebbe già svolgersi nel giro di 9-12 mesi. Se il sindaco sospeso dovesse essere assolto tornerebbe in carica, mentre in caso di condanna decadrebbe.
“Subisco un provvedimento amministrativo per cui proprio oggi tutti i sindaci d’Italia stanno manifestando a Roma. Oltre 8mila sindaci manifestano contro una norma che non colpisce i parlamentari, ma solo i primi cittadini – ha evidenziato -. E voi sapete quanto è facile per un sindaco commettere qualche errore. In passato, la legge ha colpito De Magistris e De Luca, che dovettero fermarsi due o tre mesi. Anche io mi dovrò fermare, ma l’amministrazione, quella ha visto il 60 per cento dei voti riconoscere il proprio valore, sarà sicuramente in grado di continuare a dare il del proprio contributo per la città. Personalmente, ho dedicato la mia vita alla pubblica amministrazione, continuerò a farlo anche in questi mesi, ascoltando i cittadini e a portando le loro istanze alla sede comunale. Sarò ancora più vicino a vicesindaco, giunta e consiglieri per poter dare ancora il mio supporto”.
Presenti, in conferenza stampa, anche gli altri amministratori comunali. A intervenire, tra questi, il vicesindaco Di Beradino, il presidente del consiglio comunale Fabrizio Ridolfi e il consigliere Gianluca Presutti.
“Le sentenze vanno rispettate ma non per questo vanno condivise – ha detto Ridolfi-. Nulla è cambiato da un punto di vista formale e lo stesso vale per stima e fiducia nei confronti del sindaco, che alle elezioni ha trionfato riportando il 60 per cento dei voti. Tutti eravamo consapevoli dell’esistenza di questo provvedimento eppure gli abbiamo dato comunque fiducia. Fiducia che è cresciuta, visto che in questi 11 mesi sono state affrontate tante problematiche, in tutti i settori e sono stati riportati risultati rolevanti. La macchina non si fermerà in nessun modo e il sindaco rimarrà alla guida anche in questo periodo”.
“Vorrei rassicuraee la città di Avezzano perché non è successo nulla di irreversibile – ha concluso Di Beradino -. C’è un solo sindaco eletto, Gianni Di Pangrazio, e sarà cosi anche nei prossimi mesi. E’ chiaro che potrebbe arrivare a esserci la sospensione e, come ammiistrazione, saremo chiamati a svolgere temporanemanente le sue funzioni. Continueremo a fare il nostro lavoro, a operare nella sua stessa direttiva e a portare avanti il suo programma di mandato. La stima e il rispetto nei suoi confronti rimangono immuate. Tutti conosciamo la sua capacitò e la sua preparazione, ne siamo fieri ed orgogliosi, come siamo fiduciosi nella gisutizia, nella convinzione che il sindaco riuscirà a dimostrare la sua compelta estraneità ai fatti”.





