ATRI – Si sono avuti in questi giorni una serie di incontri tra l’assessore Marino Iommarini e i vertici della Asl, che hanno fornito elementi in grado di valutare la riorganizzazione della rete ospedaliera in atto.
“Siamo fiduciosi sul futuro dell’ospedale di Atri, che esce potenziato sotto molti aspetti da questo atto aziendale”, queste le dichiarazioni dell’assessore Marino Iommarini, che ha avuto nei giorni scorsi una serie di incontri con i vertici della Asl.
Iommarini ha sottolineato che “l’atto aziendale ha recepito il Piano Sanitario regionale nel quale il San Liberatore non subisce alcun declassamento e vede riconfermato il suo indirizzo di ospedale per acuti”.
“Si rigettano dunque – si legge in una nota del Comune – tutti gli allarmismi e le dichiarazioni sul rischio di chiusura del San Liberatore, paventato dai partiti di opposizione che continuano ad usare termini come ‘soppressione’ e ‘tagli’ senza avere, evidentemente, preso visione dell’atto aziendale”.
Queste, in sintesi, le novità che riguardano l’ospedale atriano spiegate nella nota del Comune: attivazione di un Ospedale di Comunità con 12 posti letto (H12) gestito dai medici di base; potenziamento della diagnostica pesante (Tac 16 di ultima generazione); attivazione all’interno dell’Ostetricia della branca “Analgesia del parto”; attivazione della terapia radio-metabolica per la cura dei tumori; previsto, inoltre, l’acquisto di un nuovo macchinario: il litotritore, per la terapia dei calcoli renali ed epatici senza intervento chirurgico.
“Il nostro compito – ha dichiarato il vice sindaco Domenico Felicione – in questo momento così delicato è quello di governare la trasformazione in atto, e di garantire al nostro ospedale una crescita in termini di qualità ed efficienza. E intendiamo farlo con spirito realistico e costruttivo, e soprattutto con la massima trasparenza e lealtà nei confronti della collettività”.






