L’AQUILA – Si era tanto giocato sulla parola “facciata” per la riapertura di Collemaggio al pubblico: un’inaugurazione “della facciata” della chiesa, bellissima, restituita alla vista degli aquilani dopo tre anni, e al tempo stesso un’inaugurazione “di facciata”, perché nel frattempo ci si è messo il terremoto a distruggere l’edificio sacro e a rendere così quell’intervento di recupero solo una goccia nel mare per riportare la Basilica alla normalità.
Alla fine è stata proprio legata a questi due aspetti la cerimonia con il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, e con il capo dipartimento della Protezione civile, Guido Bertolaso. La facciata di Collemaggio, infatti, se la sono potuta godere solo qualche minuto prima di andare via, perché al loro arrivo gli uomini della sicurezza non si sono fidati della presenza di uno sparuto gruppo di contestatori dei comitati aquilani, apparsi certo determinati a manifestare il loro dissenso, ma in modo civile e quindi assolutamente inoffensivi.
E così, con un inedito logistico clamoroso, Letta e Bertolaso sono entrati a Collemaggio dalla Porta Santa, aperta per l’occasione: un anticipo tutto profano e probabilmente evitabile di Perdonanza Celestiniana, la manifestazione religiosa più importante abruzzese.
“Basta passerelle, operazione di facciata” era il cartello in mano a una signora del gruppetto di contestatori, che tra l’altro indossava il gioiello con il rosone di Collemaggio. “28 minuti: il tempo impiegato dalla Commissione grandi rischi per non decidere”, recitava un altro. I contestatori hanno anche gridato qualche slogan contro Bertolaso, in riferimento alle indagini sulla “cricca”, gli appalti e la “lista Anemone”. Per il capo della Protezione civile, evidentemente, il clima in città è un po’ cambiato, anche se dentro la chiesa qualche aquilano lo ha salutato e gli ha stretto la mano, mentre altri hanno chiesto e ottenuto una foto con lui facendogli anche tenere in braccio i propri figli.
Nel corso dell’evento si sono alternati al microfono il vice commissario ai Beni culturali, Luciano Marchetti, che in mezzo al disastro del sisma si è trovato “in dote” questo restauro, avviato nel 2007, la storica dell’arte Biancamaria Colasacco e il soprintendente Maurizio Galletti. A chiudere, due esponenti del conservatorio “Casella” hanno eseguito alcuni brani musicali.
Il tempo di ammirare brevemente la facciata, e poi sia Letta che Bertolaso sono sfrecciati verso la “zona rossa”, per gettare un occhio anche alla chiesa di Santa Maria Paganica, disastrata quanto Collemaggio.
UN PERCORSO DIFFICILE
Secondo la scheda di valutazione redatta dal ministero per i Beni culturali, ci vorranno 5,5 milioni di euro per restaurare completamente la sola Basilica, e altri 10,5 milioni per il complesso monumentale. Quanto ai danni, il documento spiega che con il sisma delle 3.32 c’è stato il collasso delle volte del transetto, degli arconi trionfali, del tamburo, dalla cupola, degli elementi di copertura del transetto. Lesioni di grave entità con situazione prossima al crollo sono state analizzate nella zona presbiteriale e absidale e nei rispettivi elementi di copertura. Lesioni di media entità, infine, sono negli aggetti e nella cella campanaria. Insomma, la strada verso la rinascita della Basilica che ospita la Perdonanza Celestiniana è ancora molto lunga e piena di difficoltà.
LA FACCIATA RESTAURATA
L’intervento di restauro che si conclude ufficialmente oggi con la riapertura della facciata, invece, era iniziato nell’autunno del 2007 su iniziativa della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici per l’Abruzzo ed è stato riavviato qualche mese dopo il terremoto del 6 aprile 2009. In particolare, la facciata è stata sottoposta a un’accurata indagine termografica per verificare lo stato di conservazione delle pietre e delle malte, si è passati quindi al loro consolidamento ealla riparazione dei danni provocati dal sisma.
L’intervento più delicato quello sul rosone centrale, uno dei simboli dell’aquilianità, che è stato smontato e rimontato con la costituzione della struttura di sostegno ormai obsoleta con una più leggera, in acciaio inossidabile.
CERASOLI (UIL): ”E’ SOLO UN’ALTRA PASSERELLA”
L’AQUILA – “È arrivato il momento di dire basta alle mistificazioni sui beni culturali ridando il lavoro a chi vi è deputato istituzionalmente come le Soprintendenze”. Lo dice Gianfranco Cerasoli della Uil beni culturali, contestando la cerimonia prevista per oggi della riapertura della facciata di Santa Maria di Collemaggio.
“Non se ne può veramente più – attacca Cerasoli – Si organizzano conferenze e passerelle varie per “dopare” i cittadini aquilani e mandare, attraverso i media, messaggi al Paese per dimostrare ciò che non è vero. Ci verrà detto che grazie all’opera della Protezione civile, Bertolaso e Marchetti con lo sponsor supremo Gianni Letta stanno compiendo miracoli per il recupero del patrimonio storico artistico”.
“Non è così – prosegue – Su Collemaggio i lavori sono del ministero dei Beni culturali e sono stati seguiti direttamente dalle soprintendenze ai Beni architettonici e al Patrimonio storico artistico, attraverso i vari soprintendenti che si sono succeduti, Ruggero Pentrella, Maurizio Galletti e i vari funzionari architetti e storici dell’arte”.
Quanti ai fondi, sottolinea Cerasoli, “sono stati pari a un finanziamento di 700 mila euro della Soprintendenza Bap e una parte dopo il sima della Cassa di Risparmio per 200 mila euro. La Protezione Civile Ci ha messo 350 mila euro”.



