L’AQUILA – “Oggi si sente parlare di una società rancorosa, Collemaggio è un invito alla riconcializaone, alla pace, alla concordia, all’amore, all’unità e alla speranza, un messaggio valido in tutto il mondo”.
Così l’arcivescovo metropolita emerito dell’Aquila, monsignor Giuseppe Molinari, che ha partecipato alla riapertura della Basilica.
Sulla partecipazione ai riti cristiani, “non giudico lo stato di salute del Cristianesiomo con le statistiche, L’Aquila è come le altre città: in questa società secolarizzata non abbiamo le folle come una volta – ha ammesso – ma vedo giovani molto bravi e consapevoli. Chi viene, viene volentieri, la Chiesa deve essere lievito, anche se siamo pochi al resto ci pensa il Signore”.
Molinari era in carica quando ci fu il terremoto e una ventina di giorni dopo il sisma accolse Joseph Ratzinger nelle rovine di Collemaggio.
“Papa Benedetto sentì la storia di Celestino V e della sua rinuncia al pontificato, e non ho mai capito se disse ‘questo è un fatto che fa pensare’ oppure ‘un fatto a cui bisogna pensare’: chissà se pensava già alle sue dimissioni”, ha ricordato.
“Nel pieno della tragedia non potevamo preparare accoglienze trionfali, ma fu un incontro semplice, forte e sentito – ha concluso – Mi auguro che Papa Francesco che viaggia molto e sta vicino agli ultimi, possa venire anch’egli all’Aquila e ricordarsi di questa città”. (alb.or.)






