L’AQUILA – Non è andato come si sperava il rendez-vous tra il sindaco dimissionario dell’Aquila, Massimo Cialente, e il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta.
L’incontro tra i due al tavolo tecnico dei protagonisti della ricostruzione, che doveva essere risolutivo, in effetti c’è stato, ma da quanto si è appreso Letta e Cialente sono rimasti assieme agli altri tecnici e amministratori e non si sono chiusi da soli “in conclave”, come si ipotizzava, né prima né dopo il vertice per parlare delle problematiche del Comune dell’Aquila.
La riunione del tavolo tecnico si è conclusa e i due sono andati via. Da capire se Cialente inseguirà Letta a Teramo, dove inaugura il “lotto zero”, per poter finalmente parlare del capoluogo. (alb.or.)
CIALENTE: “CI SIAMO VISTI UN ATTIMINO”
L’AQUILA – “Ci siamo visti un attimino, – ha detto Massimo Cialente – ci vedremo meglio sabato. Ho posto con lui una serie di problemi. Ho detto che noi ci sentiamo molto commissariati, in questo momento non abbiamo la possibilità di affrontare alcune decisioni, è una situazione che non vede neppure chiarezza tra gli stessi cittadini”.
“Credo sia arrivato il momento di capire quali sono i diversi ruoli, considerando che il Comune dell’Aquila ha delle problematiche che raccolgono le problematiche di tutto il cratere elevandolo ad “n”.
LETTA METTE PACE TRA CHIODI E CIALENTE E VA VIA IN SILENZIO
L’AQUILA – Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, l’abruzzese Gianni Letta ha lasciato la scuola ispettori della Guardia di Finanza a Coppito senza rilasciare alcuna dichiarazione sulle risultanze della riunione di tutti i soggetti coinvolti nella ricostruzione post terremoto.
Il sottosegretario, diretto a Teramo per l’inaugurazione della strada lotto 0 alla presenza del ministro per le Infrastrutture, Altero Matteoli, ha usato lo stesso atteggiamento di qualche settimana fa quando aveva partecipato alla settimanale riunione sulla ricostruzione.
Come nella precedente occasione, quando Letta aveva esortato con toni decisi tutti i soggetti a velocizzare procedure e tempistica di ricostruzione, anche oggi Letta ha avuto il suo da fare in particolare per sedare sul nascere un accenno di polemica tra il presidente della Regione e commissario per la Ricostruzione, Gianni Chiodi, e il sindaco dimissionario dell’Aquila, Massimo Cialente.
Motivo dello scontro sarebbe stato il problema del piano di ricostruzione del centro storico dell’Aquila, che il Comune non ha ancora presentato alla Struttura tecnica di Missione che in questo senso agisce in nome e per conto del commissario.
Letta ha ricordato ai due, chiudendo sul nascere ogni tensione, che il tavolo non si occupa di questioni politiche, ma sono in ballo figure istituzionali che devono provvedere alla ricostruzione.
Tra Chiodi e Cialente negli ultimi giorni ci sono state numerose frecciate soprattutto sulle dimissioni presentate dal sindaco che deve decidere entro il 28 marzo se ritirare o confermarle.
Per il resto durante la riunione è stato fatto il punto sullo stato dell’arte sulla ricostruzione in tutti i comuni del cratere, è stato affrontato il tema della rete idrica e dei sottoservizi nel comune dell’Aquila e sono state affrontate anche le questioni legate ai ritardi nella ricostruzione delle case “E”, le più danneggiate, alla luce del blocco causato da provvedimenti retroattivi.
CHIODI: “LA PRESENZA DI LETTA ALL’AQUILA TESTIMONIA IMPEGNO DEL GOVERNO”
L’AQUILA – “La presenza del sottosegretario di Stato, Gianni Letta, che sarà con noi in molte altre occasioni, testimonia il forte impegno assunto dal Governo nei confronti dell’Aquila, che sarà ricostruita, senza creare false illusioni nei cittadini, rispettando i cronoprogrammi presentati”.
Lo ha affermato il commissario alla Ricostruzione, Gianni Chiodi, al termine del tavolo tecnico degli Enti coordinato dal commissario vicario, Antonio Cicchetti, il coordinatore della Struttura Tecnica di Missione, Gaetano Fontana, e il coordinatore della Struttura Gestione Emergenza, Roberto Petullà.
Come promesso lo scorso 3 febbraio, Letta è tornato oggi per monitorare lo stato dell’arte degli interventi già posti in essere dalle amministrazioni coinvolte in questo difficile processo.
“L’incontro di oggi – ha detto Chiodi – ha visto la partecipazione gradita e numerosa di gran parte dei soggetti attuatori dei piani di ricostruzione degli edifici pubblici e privati. Vogliamo sapere da loro come va avanti la fase attuativa dei progetti, che come Governo abbiamo già finanziato”.
Il sottosegretario di Stato ha ribadito la necessità di sviluppare una dialettica condivisa tra tutti gli attori coinvolti, per dare una spinta positiva all’evolversi della situazione post-emergenziale in Abruzzo.
Cinque i punti all’ordine del giorno: gli interventi finanziati dal Provveditorato alle Opere pubbliche, gli interventi sul patrimonio culturale, lo stato dei lavori sulla rete idrica, i piani di ricostruzione nei Comuni delle aree omogenee e la gestione dei Moduli abitativi provvisori (M.a.p.).
Ribadita la necessità di procedere all’espletamento delle procedure di gara per gli appalti pubblici secondo la normativa vigente.
Sarà eventualmente accolta una deroga da parte del Governo solo nel caso in cui si preveda che le scadenze fissate non potranno essere rispettate, a causa di motivi non prevedibili inizialmente.
Procede, intanto, il lavoro di messa in sicurezza delle chiese aquilane come previsto nel progetto “Una chiesa per L’Aquila”.
Ulteriori 22 interventi saranno realizzati dalla struttura del vice Commissario per la tutela dei beni culturali, Luciano Marchetti, entro dicembre 2011, grazie a un finanziamento di 15 milioni di euro, stanziati con decreto del Commissario Gianni Chiodi.
Novità positive anche sul fronte dei sottoservizi sono state annunciate dalla società Gran Sasso Acque, che entro il 7 aprile presenterà gli studi di fattibilità sul centro storico dell’Aquila, propedeutici all’eventuale realizzazione di un tunnel intelligente in collaborazione con il Comune dell’Aquila.
Infine, i Comuni del “cratere” appartenenti alle aree omogenee hanno presentato oggi una sintesi sulla ricostruzione nel cratere: 26 Comuni hanno già fatto convenzioni con le università italiane per i piani di ricostruzione, entro sei mesi saranno pronti, poi si procederà all’avvio dei lavori, attraverso metodologie condivise e con il supporto della Struttura tecnica di missione.
Anche la gestione della manutenzione straordinaria dei Moduli abitativi provvisori (Map) sarà realizzata a breve, secondo un modello che lo stesso tavolo tecnico dovrà definire, su sollecitazione del sottosegretario Letta.
Erano presenti all’incontro anche il presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, il vice commissario per la tutela dei beni culturali, Luciano Marchetti, il provveditore alle Opere pubbliche, Donato Carlea, il capo Dipartimento della Protezione civile nazionale, Franco Gabrielli, il prefetto dell’Aquila, Giovanna Maria Iurato, il commissario straordinario dell’Ater dell’Aquila, Piergiorgio Merli, e il consulente giuridico del Commissario, Gianlorenzo Piccioli.
RICOSTRUZIONE CASE ‘E’: GLI ORDINI CHIEDONO INCONTRO ”CHIARIFICATORE” A CHIODI
L’AQUILA – Gli ordini degli ingegneri dell’Aquila, architetti, geometri e periti industriali, supportati da Confindustria, Apindustria ramo edili e Associazione nazionale costruttori edili, hanno inviato una lettera al Commissario per la ricostruzione del terremoto, Gianni Chiodi, per sollecitare un incontro chiarificatore e risolutorio necessario all’avvio della ricostruzione “pesante”, cioè degli edifici danneggiati dal sisma e classificati “E”.
Alla luce del quadro normativo e amministrativo, con le numerose ordinanze, delibere, decreti e circolari, i collegi delle scriventi hanno rilevato delle criticità che di fatto portano all’empasse se non risolte.
Tra i 17 punti elencati emerge che nei computi metrici per l’ammissione dei benefici alla ricostruzione non è possibile inserire i costi per la rimozione delle opere provvisionali necessarie alla messa in sicurezza post-sisma, la modalità di parametrazione dei sottotetti con altezza pari o inferiore a 2,4 metri di pertinenza delle abitazioni, definizione della caratteristica di pregio negli edifici prima che venga avviata la progettazione, oltre che a definire l’ambito di alea nl computo delle varianti in corso d’opera e di assestamento.
Tra le richieste anche il calcolo del beneficio per l’abbattimento delle barriere architettoniche e l’eliminazione delle soglie massime per l’adeguamento sismico, oltre alla necessaria rivisitazione del Decreto n. 27 che andrebbe a penalizzare in termini di accesso ai benefici, ville singole, bifamiliari e piccoli edifici.
L’ultima situazione da chiarire è l’inserimento tra le somme a disposizione nel quadro economico degli eventuali oneri per l’occupazione del suolo pubblico, dei diritti di segreteria e per la rimozione delle reti pubbliche presenti sulle facciate degli edifici.



