L’AQUILA – “Quando il direttore mi disse che avrebbe accorpato la Medicina ospedaliera con quella universitaria gli risposi che c’era un precedente, quando l’allora Società delle nazioni decise di mettere Israele dentro il territorio palestinese, quindi è un errore”.
Con questa ardita metafora il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, esprime ai microfoni di AbruzzoWeb la propria contrarietà all’accorpamento dei reparti ‘gemelli’ di medicina nell’ospedale San Salvatore del capoluogo, decisione contenuta nell’atto aziendale della Asl numero 1.
Oggi il Consiglio comunale ha espresso contrarietà alla fusione e incaricato il primo cittadino di occuparsene, Cialente in tal senso è ottimista.
“Si può tornare a una unità semplice di medicina se il direttore sanitario decide di farlo. La differenza tra complesse e semplici è solo lo stipendio del primario”, sottolinea.
Cialente replica anche alle critiche della dottoressa Laura Natali, portavoce degli insorti, che in un’intervista ad AbruzzoWeb lo aveva definito “ricattabile perché è stato riassunto nella Asl e fa gli orari che dice lui, mentre la moglie è stata riconvenzionata”, in riferimento a Donatella Ussorio, nel servizio di Psichiatria.
“Sono voci un po’ modeste – la stilettata del sindaco – Quando si è trattato di sostituire Farina, l’unico che avrebbe dovuto fare il primario per titoli e per la specializzazione ero io. Non l’ho fatto perché facevo il sindaco e mi sarei dovuto mettere immediatamente in aspettativa. Alberto Orsini




