L’AQUILA – “Ho parlato con Roberto Maroni poco fa, veramente mi ha chiamato lui. È molto difficile che si possa votare il 15 maggio”.

Lo annuncia il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che oggi ha annunciato le sue dimissioni dopo l’ennesima volta che la sua maggioranza non ha avuto i numeri.

IL SINDACO PREPARA UN MEMORIALE E ATTENDE IL VIMINALE

L’AQUILA – Sta preparando un documento, una sorta di memoriale che lascerà alla città, il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che oggi ha annunciato le dimissioni durante un infuocato Consiglio comunale.

Dopo l’appassionato discorso con cui ha affermato di voler lasciare lo scranno più alto dell’amministrazione, il primo cittadino si è chiuso in casa, passando il pomeriggio a leggere, tagliando i contatti e rinunciando a partecipare alle febbrili riunioni che ci sono state oggi.

“Ho parlato con Maroni, domani mi farà sapere se dimettendomi ora si potrà votare a maggio, anche se è difficile”, ha spiegato raggiunto telefonicamente, confermando quanto anticipato poche ore prima ad AbruzzoWeb.

Sull’accaduto in Consiglio, “penso sia finita – ha ammesso Cialente – perché non ci sono più le condizioni politiche per andare avanti, e lo dicevo da tempo”. (b.s.)

”RIPENSARCI? MACCHE’!”

Visto il documento di sostegno al primo cittadino che si è discussi in un vertice di maggioranza e vista anche l’azione diplomatica svolta dalle “colombe” del Partito democratico per farlo tornare sui suoi passi, il cronista chiede se per caso ci potrebbe ripensare.

“Ripensare? Macché! Per chi mi avete preso!”, sussulta il primo cittadino per tutta risposta. “Sono molto preoccupato per la città – aggiunge – perché la situazione è molto difficile e quella di oggi sarà una delibera decisiva”.

Sulla sua maggioranza, verso cui ha usato oggi toni molto critici, Cialente spiega di non avere voglia di parlare. “Farò una conferenza stampa, ma non oggi”, sbotta.

E sull’eventualità di stare a guardare alle prossime elezioni amministrative, il sindaco precisa che “non sono mai stato a guardare, fin da piccolo”.

Un Cialente che si ricandida contro tutto e tutti, allora? “Non lo so, ci sarà un tale cinema, staremo a vedere”. (alb.or.)

IL SINDACO CIALENTE: “MANCA LA MAGGIORANZA, MI DIMETTO”

VENTI CONSIGLIERI FIRMANO DOCUMENTO DI SOLIDARIETA’, ”CIALENTE LO VALUTI”

L’AQUILA – È terminata da pochi minuti la riunione dei consiglieri di maggioranza in Comune, convocata in seguito alla minaccia da parte del sindaco, Massimo Cialente, di presentare le proprie dimissioni.

In seguito all’incontro, che si è svolto a porte chiuse, 20 consiglieri (sul totale di 40) hanno firmato un documento per esprimere solidarietà al primo cittadino. Non è escluso che un secondo documento venga redatto domani da parte di altri consiglieri, anche di minoranza.

“Dopo lunghe discussioni – ha detto l’assessore comunale Stefania Pezzopane – la maggioranza si è ricompattata. Abbiamo voluto esprimere la nostra voglia di andare avanti e il completo appoggio al sindaco. Anche chi stamattina non era in Consiglio ha firmato stasera il documento”.

“Quella maggioranza che il sindaco ha detto di non avere, oggi c’è. Abbiamo capito il suo gesto, ma visto che le dimissioni non sono state ancora formalizzate, ci auguriamo che possa tornare indietro – conclude Pezzopane – Il sindaco adesso valuti questa nostra posizione prima di prendere decisioni”. (m.c.)

DOCUMENTI CORRELATI:

IL TESTO DEI CONSIGLIERI DI MAGGIORANZA (pdf)

L’ANNUNCIO, LA TRATTATIVA E I DUBBI

L’AQUILA – Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, sta risolvendo in queste ore il dubbio se rimettere le proprie dimissioni dopo l’ennesima mancanza di numero legale del Consiglio comunale.

L’annuncio delle dimissioni è avvenuto subito dopo la lettura dell’esito della votazione sul riordino delle aziende partecipate, quando si è constatata l’assenza del numero minimo di consiglieri per andare avanti.

Le dimissioni devono essere depositate presso la segreteria comunale e diventano efficaci trascorsi venti giorni.

Il sindaco ha dichiarato ad AbruzzoWeb che chiamerà il ministro dell’Interno per capire “se si potrà votare già il 15 maggio prossimo”.

I partiti sono in fibrillazione, il sindaco oggi pomeriggio non si è fatto vedere presso gli uffici e da una certa ora in poi si è reso irreperibile, mentre si susseguono le riunioni in casa Pd.

Attualmente ce n’è una in corso con tutta la maggioranza, in cui si ipotizza un documento di solidarietà al sindaco per convincerlo a tornare sui suoi passi.

PAOLUCCI E MARIOTTI (PD): SOLIDARIETA’ A CIALENTE

L’AQUILA – “Esprimiamo la solidarietà di tutto il Partito democratico sia al sindaco che alla persona di Massimo Cialente, che sta affrontando uno dei compiti più duri ai quali un amministratore può essere chiamato nella sua vita”.

Lo affermano il segretario regionale del Pd, Silvio Paolucci, e il commissario per la provincia dell’Aquila, Arnaldo Mariotti.

“Per questa ragione – spiegano in una nota – annunciamo da subito l’impegno del partito a ogni livello e in ogni campo possibile affinché la sua azione venga sostenuta, e affinché ci sia un rafforzamento della coalizione”.

RIUNIONE DI MAGGIORANZA: VERSO UN DOCUMENTO DI SOSTEGNO AL SINDACO

L’AQUILA – Riunione blindata in Comune dei consiglieri di maggioranza al Comune dell’Aquila.

All’incontro, rigorosamente a porte chiuse, presenti tutti i rappresentanti del centro sinistra.

La linea d’indirizzo è stata la formulazione di un documento per esprimere solidarietà al sindaco, Massimo Cialente, che stamattina ha minacciato le proprie dimissioni.

La riunione è cominciata intorno alle 18.30 di questa sera ed è ancora in corso.

I consiglieri di maggioranza e gli assessori sono concordi nel ritenere che non sia opportuno lasciare in questo momento la città in mano ad un commissario e inviteranno dunque Cialente a tornare sui propri passi.

Se il sindaco dovesse formalizzare le proprie dimissioni, d’altra parte, consegnerebbe il Comune per più di un anno al commissionariamento. (m.c.)

ROBERTO SANTANGELO: “È L’ULTIMO ATTO DEL CENTROSINISTRA”

L’AQUILA – “Oggi è andato in scena l’ultimo atto dello sfaldamento complessivo della coalizione di centrosinistra che guida la città dell’Aquila”, è quanto afferma Roberto Santangelo, vicecoordinatore comunale del Pdl.

“Le annunciate dimissioni del sindaco Cialente sono solo la punta dell’ iceberg delle lotte intestine all’interno della maggioranza che di fatto rendono pressoché inconcludente l’attività amministrativa di questa giunta – prosegue Santangelo – pregiudicando di fatto la ricostruzione della città”.

“Cialente sa bene – sottolinea l’esponente Pdl – che quest’ultima mossa disperata serve solo a fargli recuperare qualche consigliere comunale timoroso di un’eventuale tornata elettorale per poter portare avanti la sua evanescente maggioranza ancora per qualche mese”.

“Speriamo che Cialente si dimetta davvero – conclude Santangelo – e che un capace commissario, come nel caso del comune di Bologna, possa traghettarci alle elezioni di primavera del 2012”.

PIERLUIGI PEZZOPANE: “SPERO RIENTRINO DIMISSIONI”

L’AQUILA – “Mi auguro che l’idea delle dimissioni rientri al più presto nell’interesse della città. La città non merita un periodo di commissariamento lungo quasi un anno e mezzo”.

Lo afferma l’assessore comunale Pierluigi Pezzopane commentando gli avvenimenti.

“Quella del commissario è una figura problematica in una situazione ordinaria, figuriamoci in questa situazione. Il problema maggiore riguarda la mancanza di certezze in ordine alle risorse per l’approvazione del bilancio”.

“Abbiamo una programmazione ordinaria da assicurare e non possiamo farlo. C’è bisogno di rinquadrare la situazione politica”.

ENZO LOMBARDI: “PORTARE DECISIONE FINO IN FONDO”

Il presidente della Commissione Garanzie e Controllo, Enzo Lombardi, parla di “gesto comprensibile. Lo avevo invitato già in mattinata a farlo. Non esiste più una maggioranza già da un anno ed è auspicabile che Cialente porti fino in fondo questa sua decisione”.

“Sarebbe incomprensibile tornare indietro a questo punto. Con quello che sta accadendo in città non c’è altra scelta”.

STEFANIA PEZZOPANE: “GESTO FORTE, SITUAZIONE DIFFICILE”

L’AQUILA – “È un gesto forte, la situazione è difficile”.

Commenta così l’assessore comunale Stefania Pezzopane l’annuncio del sindaco Cialente di volersi dimettere.

“Il bilancio è senza garanzie da parte del Governo – ha proseguito – perché non abbiamo certezze sul trasferimento delle risorse necessarie”.

“Già una settimana fa era stato dato l’allarme per il bilancio ma non abbiamo avuto appoggio da nessuno, né solidarietà alcuna. Senza bilancio non è possibile governare”.

Facendo riferimento al viavai che c’è stato in consiglio stamattina, l’assessore ha commentato: “in questa situazione vedere in consiglio chi entra e chi esce per problemi personali non è bello”. 

PRESIDENTE CONSIGLIO COMUNALE: ”NON SE NE PUO’ PIU’ CON QUEST’ASSEMBLEA!”

L’AQUILA – “Chi deve dare da mangiare al gatto, chi deve portare a spasso il cane, chi deve andare a riprendere il figlio… Non è una questione di maggioranza, non se ne può più di questo Consiglio comunale!”.

È una sentenza durissima quella che emette il presidente dell’assemblea civica dell’Aquila, Carlo Benedetti, commentando gli avvenimenti che hanno portato il sindaco Massimo Cialente ad annunciare le sue dimissioni.

Dimissioni che, però, al momento non sono state ancora formalizzate. “In caso contrario lo saprei – spiega Benedetti – perché dovrebbe annunciarle a me e al segretario”.

Dopo il Consiglio infuocato di oggi, Benedetti non ha più parlato con il sindaco. “Si dimetterà davvero? Non saprei”, conclude. (alb.or.)

VICE SINDACO ARDUINI: ”SI E’ RESO IRREPERIBILE, SPERO CI RIPENSI”

L’AQUILA – “Spero che Cialente non formalizzi le dimissioni. Secondo me le ha annunciate alla luce dello stress e soprattutto per la preoccupazione dei 32 milioni che ci servono per pareggiare il bilancio e che il governo non ci dà”.

Così il vice sindaco dell’Aquila, Giampaolo Arduini, commenta la situazione in fibrillazione al Comune, smentendo però di aver preso parte a vertici di maggioranza con il sindaco.

“Cialente è irreperibile e ha spento il telefono – svela – Nei prossimi giorni ci riuniremo sicuramente. Spero che non presenti le dimissioni, perché in questo momento non ci serve un commissario, ma un’amministrazione eletta”. (alb.or.)

DIMISSIONI AL MOMENTO NON ANCORA FORMALIZZATE

L’AQUILA – Non sono state ancora formalizzate le dimissioni che il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha preannunciato oggi in Consiglio comunale, dopo l’ennesima seduta a vuoto per mancanza del numero legale.

Qualora dovesse depositarle per iscritto al Consiglio comunale, Cialente avrebbe 20 giorni di tempo per ritirarle, come previsto dall’articolo 53, comma 3, del testo unico di legge sugli enti locali, il decreto legislativo 267 del 2000.

In caso diventasse concreta questa ipotesi, e nel caso in cui entro la giornata il primo cittadino del capoluogo abruzzese dovesse depositare la sua rinuncia al mandato, le dimissioni diventerebbero efficaci il 28 marzo.

Pertanto, l’eventualità, emersa a margine del Consiglio, che si possa unire L’Aquila all’elenco delle amministrazioni che andranno al voto il 15 maggio non sarebbe praticabile, visto che non ci sarebbero i tempi di legge per la campagna elettorale.

A meno di improbabili provvedimenti ad hoc, che dovrebbero comunque derogare a una legge dello Stato.

Se Cialente dovesse mantenere il proposito di dimettersi e non dovesse ritirare le dimissioni entro 20 giorni, verrebbe sciolto il Consiglio comunale, decadrebbe la Giunta e il prefetto nominerebbe un commissario fino alle prossime elezioni.

COSA ACCADRA’ SE CIALENTE CONFERMA LE DIMISSIONI

L’AQUILA – Cosa accadrà se Massimo Cialente ufficializzerà le sue dimissioni, come sembra sempre più probabile?

Dal momento della formalizzazione delle dimissioni il sindaco ha venti giorni di tempo per revocarle.

Se il primo cittadino non le ritira il consiglio si scioglie e viene nominato un commissario.

Nel caso dell’Aquila c’è il problema che il ministero degli Interno ha già emanato il decreto di convocazione delle elezioni amministrative di primavera, che si terranno domenica 15 e lunedì 16 maggio con eventuale turno di ballottaggio fissato due settimane dopo.

Con le procedure ordinarie, quindi, il commissariamento dell’Aquila durerebbe fino alla tornata elettorale del 2012, condannando il capoluogo a rimanere senza guida politica in una fase cruciale della ricostruzione.

L’unica soluzione sarebbe un provvedimento ad hoc del Viminale: eccezione questa che, però, non fu assicurata neanche al comune di Bologna interessato dalle dimissioni di Flavio Delbono dopo il “Cinziagate”.

Qualunque sia la data in cui si andrà al voto, comunque il nuovo Consiglio comunale subirà la riduzione dei componenti previsti dalla normativa nazionale di contenimento della spesa degli enti locali, così come anche la Giunta.

In caso di effettivo scioglimento dell’assise civica, quindi, la prossima sarà composta da 32 membri più il sindaco (contro i 40 attuali) e la Giunta potrà essere formata da un massimo di nove assessori (oggi sono undici).

PARLA IL SINDACO: ”CHIAMERO’ MARONI PER VEDERE SE SI PUO’ VOTARE A MAGGIO”

L’AQUILA – “Chiamerò il ministro degli Interni Roberto Maroni per verificare se esista la possibilità, dietro mie dimissioni immediate, la possibilità di andare al voto amministrativo il prossimo 15 maggio”.

Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, sta valutando seriamente la possibilità di rassegnare le dimissioni e mandare la città capoluogo alle urne con un anno di anticipo rispetto alla scadenza naturale del mandato.

Alla base della decisione la mancanza del numero legale al momento del voto dell’ordine del giorno relativo alla riorganizzazione delle spa comunali: in aula erano presenti solo 19 consiglieri, insufficienti per l’approvazione del documento.

“Prendo atto – ha detto il sindaco in aula – delle difficoltà di questa maggioranza. Mi sono dato da fare in questi anni per salvare posti di lavoro, per questa città ma non è bastato. A questo punto chiamerò Maroni e invito tutti i consiglieri comunali a fare lo stesso”.

Raggiunto telefonicamente nel primo pomeriggio il primo cittadino si è trincerato dietro un “no comment” confermando la volontà di parlare al più presto con il ministro dell’Interno: “Lo sto cercando” sono le sue uniche parole. (g.a.)

PRIME REAZIONI: LA SINISTRA CRITICA, LA DESTRA SPERA

L’AQUILA – Arrivano le prime reazioni alla minaccia, molto concreta, di dimissioni da parte del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente.

Per Giuseppe Bernardi, fuoriuscito in tempi non sospetti dalla maggioranza, “è solo una boutade”. Il consigliere di Sinistra per L’Aquila ha avuto di recente un clamoroso litigio con il sindaco, che lo ha minacciato con un “ti aspetto fuori” da film western.

Si frega le mani il consigliere della Destra, Luigi D’Eramo, che invita il sindaco a far seguire i fatti alle parole.

BERNARDI (SINISTRA PER L’AQUILA): ”SOLO UNA BOUTADE”

“A mio avviso è solo una boutade” ha detto il consigliere comunale di Sinistra per L’Aquila, Giuseppe Bernardi.

“Nel mio intervento in aula ho per l’ennesima volta sottolineato l’inconsistenza, nei numeri, di questa maggioranza invitando il sindaco ad agire di conseguenza, restituendo la città agli aquilani ed al voto popolore”.

D’ERAMO (LA DESTRA): ”ALLE PAROLE FACCIA SEGUIRE I FATTI”

Il coordinatore regionale della Destra e assessore provinciale al Sociale, Luigi D’Eramo, ha inviato Cialente “a far seguire i fatti alle parole”.

“Non è la prima volta che Cialente minaccia le dimissioni – spiega D’Eramo – oggi lo ha fatto pubblicamente. A questo punto è evidente che la sua maggioranza non esiste più e ha perso di credibilità”.

“Invito Cialente a mantenere la sua, di credibilità – ha concluso – rassegnando ufficialmente le dimissioni. Stia tranquillo, lo aiuteremo e faremo tutto il possibile affinché si arrivi al voto il 15 maggio”. (g.a.)

È IN CORSO UNA RIUNIONE DI MAGGIORANZA

Dal comune iniziano ad arrivare le prime conferme.

Cialente è sbottato a seguito dell’ennesima mancanza del numero legale causata dalle guerre intestine che attraversano il centrosinistra e il Pd in particolare.

Non è la prima volta che il sindaco minaccia le dimissioni ma stavolta sembra esserci vicinissimo.

È in corso una riunione con il Pd, che lui stesso ha richiesto, in quanto la mancanza del numero legale dimostrerebbe una mancanza di fiducia nel suo operato.

CIALENTE: “NO COMMENT”

Prima della riunione, raggiunto telefonicamente da AbruzzoWeb, Cialente non ha voluto commentare la notizia trincerandosi dietro un “no comment”.

Poi si è lasciato andare ad un’anticipazione clamorosa, preannunciando che sta cercando di mettersi in contatto con il ministro dell’Interno Roberto Maroni per verificare la possibilità di andare al voto anticipato già nella prossima tornata del 15 maggio.

ALL’ORIGINE DELLO SCONTRO LA DELIBERA SULLE EX MUNICIPALIZZATE

Il casus belli che ha generato la reazione di Cialente è stato il voto su una delibera di indirizzo in merito alla riorganizzazione delle aziende ex municipalizzate.

Nel corso del dibattito il centrodestra, con Mucciante e Lombardi, aveva fatto rilevare la poca chiarezza del parere di uno dei revisori dei conti, chiedendo il rinvio del punto all’ordine del giorno per ulteriori approfondimenti.

Lo stesso assessore competente, Silvana Giangiuliani, aveva manifestato delle perplessità in ordine al parere allegato alla delibera.

Il presidente del consiglio, Carlo Benedetti, ha comunque voluto mettere ai voti il provvedimento, la conta dei presenti, però, si è fermata a diciannove decretando la mancanza del numero legale.