TERAMO – “Riconsegnare la fascia può essere un segno per convogliare l’attenzione di Giorgio Napolitano sulla problematica della ricostruzione, ma il tricolore è il simbolo della nazione e credo debba continuare a sventolare nei balconi e nelle sale delle istituzioni”.

Così il sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi, parlando ad AbruzzoWeb scinde a metà la sua valutazione della protesta del ‘collega’ Massimo Cialente, premettendo che “non mi permetto di giudicare quello che ha fatto”.

Detto delle modalità, per il sindaco teramano Cialente “ha ragione a protestare, i soldi per la ricostruzione servono perfino a noi, figurarsi all’Aquila, che ha bisogno di tantissime risorse. Ci ho anche studiato, mi sento legato a questa città”.

Sulla carenza di fondi Brucchi va all’attacco ricordando che “il governo Monti ha ridotto veramente ai minimi termini i Comuni: abbiamo difficoltà tutti i mesi ad avere risorse per pagare gli stipendi, le partecipate e i fornitori. Si è voluta fare la spending review solo sulle nostre spalle, a livello centrale nulla”.

“Se a questo aggiungiamo i fondi negati a una città che ha bisogno di rinascere, stiamo proprio toccando il fondo”, conclude. (alb.or.)