L’AQUILA – “La sinistra alla guida della città vuole confondere i cittadini aquilani adducendo come motivazione delle dimissioni, da ‘primo cittadino’, di Massimo Cialente il rischio del dissesto finanziario, imputandone la responsabilità al governo nazionale”. Ad affermarlo sono i vice coordiantore comunale del Pdl, Roberto Santangelo, ed il dirigente provinciale del partito Alfonso Magliocco.
“La verità – scrivono i due esponenti del partito azzurro – è che sin dal 2007 la sinistra aquilana era entrata in crisi, com’era prevedibile data l’eterogeneità della maggioranza e delle liste, costruite con il solo obiettivo di vincere, ma non, come sarebbe stato logico, di governare. Basta sfogliare i quotidiani dal 2007 ad oggi per rendersi conto delle numerose guerre intestine che hanno minato questa maggioranza ben prima delle dimissioni”.
“Numerosi sono stati i rimpasti della giunta targata Cialente e gli assessori fatti ‘fuori’ dal sindaco: David Filieri, Domenico Di Cocco, Luca D’Innocenzo, Giustino Masciocco, Antonio Lattanzi, Roberta Celi
Annamaria Ximenes, Luigia Tarquini, Angelo Bonura”.
“Gli unici ‘reduci’ della prima ora sono Ermanno Lisi e Pierluigi Pezzopane: il primo transfuga dal centrodestra, il secondo non ha presentato nessuna delibera nell’ultimo anno. La verità è che non è mai esistita una maggioranza, e per quattro anni si è assistito all’estremo tentativo di raggiungere il numero minimo aprendo trattative private con i singoli consiglieri comunali. Senza un progetto e uno straccio di programma”.
“Il terremoto ha per un certo periodo scosso le coscienze, ma neanche questa immane tragedia ha responsabilizzato chi siede sugli scranni dell’assise civica”.
“Anche oggi, davanti alla prospettiva di tornare a casa, il centrosinistra non ha una maggioranza. Le 19 firme a sostegno di Cialente sono li a dimostrarlo. Questi sinistri signori saranno gli unici responsabili di un commissariamento, inevitabile se saranno confermate le dimissioni, come lo sono stati del non-governo dell’Aquila”.




