TERAMO – “Le aree interne rappresentano un patrimonio straordinario, da tutelare e valorizzare in un’ottica di area vasta. Perché un territorio, come abbiamo ricordato più volte, cresce solo se cresce tutto insieme. E questo è ancor più vero in un territorio, come quello del cratere sismico, dove la rigenerazione fisica dei territori non può certamente essere svincolata da quella economica e sociale”. Lo dice il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto.
“Eppure” aggiunge, “in un momento in cui a livello nazionale si dibatte delle strategie per il loro rilancio, in Abruzzo assistiamo a scelte a dir poco discutibili che rischiano di decretarne la morte. La chiusura del Ponte Paladini per l’avvio di interventi di manutenzione programmata nel tratto tra Aprati e Ortolano, annunciata da ANAS, che dovrebbe protrarsi per almeno due mesi, priverebbe un intero territorio dell’unica infrastruttura viaria verso L’Aquila alternativa al Traforo. Una situazione che avrebbe pesanti conseguenze per tutti e che lascerebbe la nostra provincia orfana per un tempo liunghissimo di una delle strade più importanti anche dal punto di vista turistico proprio nel periodo di maggior afflusso di visitatori. Per questo, come Sindaco della Città di capoluogo, non posso che chiamare a raccolta tutti i colleghi del Teramano oltre al Sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi e ai colleghi aquilani per difendere, insieme, il nostro territorio”.
Il Sindaco di Teramo, dunque,, intervenendo sull’annunciata chiusura del ponte Paladini, nel comune di Crognaleto, critica fortemente la decisione assunta dall’ANAS, arrivata senza un preventivo confronto con il territorio, invitando la società a convoare immediatamente un tavolo tecnico con i territori interessati per individuare soluzioni alternative e sostenibili.
“Non stiamo contestando i lavori, che vanno eseguiti e siamo i primi a chiedere che ciò venga fatto – prosegue D’Alberto – ma non si può non tener conto dell’impatto che determinati lavori hanno sui territori, altrimenti rischiamo di favorire ulterioremente lo spopolamento non solo delle aree interne ma di intere province, consegnando al futuro interventi che resteranno solo scatole vuote. Quello che chiediamo all’ANAS, dunque, è di individuare, nel confronto con le realtà interessate, che ribadisco non solo solo i Comuni direttamente coinvolti ma due interi territori provinciali, soluzioni alternative che siano calibrate sulle esigenze di realtà, come le aree interne, la cui economia è strettamente legata al turismo e che con la chisura del ponte proprio nel periodo estivo rischiano di essere messi in ginocchio”.
Per il primo cittadino è necessario coinvolgere nel confronto con l’ANAS anche il commissario alla ricostruzione Guido Castelli, “con il quale in più occasioni abbiamo affrontato il tema delle aree interne e della necessità di una ricostruzione che garantisca i servizi essenziali e che si accompagni a politiche di promozione dei nostri borghi e non certo alla chiusura di strade e infrastrutture”, così come la Regione Abruzzo, “di cui dobbiamo constatare ancora una volta l’assenza rispetto a decisioni che impattano pesantemente sul territorio”.
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