L’AQUILA – Carlo Costantini? “Non ha stile” e le sue direttrici di comportamento sono “rancore, invidia, rabbia, furbizia”.
Parola di Gianni Chiodi, presidente della Regione, che sulla rete sociale di Facebook in una nota di ieri (intitolata “Il modo sbagliato del confronto politico”) ha cannoneggiato così il suo rivale nelle elezioni del 2008, oggi capogruppo dell’Italia dei valori a palazzo dell’Emiciclo e, di fatto, leader dell’opposizione.
Un Costantini alquanto stupefatto ha appreso la notizia direttamente dal cronista di AbruzzoWeb e si è preso qualche ora per replicare all’attacco, sempre su Facebook. E lo ha fatto con altrettanto veleno: “Non posso invidiare Chiodi perché non lo stimo”, ha ringhiato di risposta.
L’ATTACCO DI CHIODI: ”COSTANTINI PRIVO DI STILE, RANCORE E INVIDIA LE SUE DIRETTRICI”
“Leggo i comunicati stampa di Costantini dell Idv – si lagna Chiodi – infarciti sempre di insulti e offese. A questo punto non dico che sia aduso a cadute di stile, credo che ne sia proprio privo”.
Secondo Chiodi, “quello che risalta in lui è l’assoluta mancanza di rispetto per le più elementari regole di buon comportamento tra avversari politici, che appartengono, o dovrebbero appartenere, al patrimonio di ciascuno di noi, acquisito fin dalla scuola elementare”.
“Stile, del resto – sottolinea il governatore – vuol dire educazione, serietà, rispetto degli altri, tolleranza, impegno professionale e civile”.
“Tutte doti – conclude – che in Costantini sembrano ormai eclissate. Rancore, invidia, rabbia, furbizia, sembrano essere le direttrici del comportamento costantiniano”.
LA REPLICA DI COSTANTINI: ”NON POSSO INVIDIARLO, NON LO STIMO”
L’AQUILA – L’invidia è un sentimento che non mi appartiene e chi mi conosce lo sa bene. E poi non riuscirei mai a invidiare una persona che non stimo.
Replica con altrettanto veleno Carlo Costantini, capogruppo dell’Italia dei valori in Consiglio regionale, alle dure accuse che gli ha lanciato il presidente della Regione, Gianni Chiodi.
Il governatore ha fatto partire i suoi strali dalla rete sociale di Facebook, e Costantini usa lo stesso mezzo per rispondere.
“Chiodi – dice – confonde la fermezza e il rigore con le quali sto svolgendo la mia funzione con sentimenti che non mi appartengono”. Chiodi aveva infatti parlato di “rancore, invidia, rabbia, furbizia” che a suo dire sono le “direttrici del comportamento costantiniano”.
“Io so da dove viene Chiodi – prosegue Costantini – e quindi comprendo anche le difficoltà con le quali è costretto ad affrontare un’esperienza completamente nuova come quella di doversi confrontare con chi non pratica l’inciucio e non media mai sulla pelle dei cittadini”.
“Faccia, però, in fretta ad abituarsi – conclude l’esponente dipietrista – perché la musica è cambiata e con questa oggi deve confrontarsi”.





