L’AQUILA – “Un bilancio enunciativo e favolistico? L’opposizione dice sempre così, lo diceva anche il centrodestra dei bilanci del centrosinistra. È una parte da recitare”.

È il commento del presidente della Regione, Gianni Chiodi, alle critiche piovute ieri sul testo del bilancio regionale che dovrà essere approvato entro il 31 dicembre. Questa mattina non si sono registrati grossi passi avanti e i lavori all’Emiciclo sono ripresi solo dopo le 16, mentre per le 19 ci sarà un nuovo stop.

“Una cosa, però, è vera – ha aggiunto Chiodi – Mentre in passato si spendeva il 50 o il 100 per cento in più di quello che uno si poteva permettere, facendo un debito incredibile, adesso questo non si fa. E di conseguenza in bilancio facciamo le cose che possiamo fare con quello che i cittadini ci mettono a disposizione”.

Chiodi ha sottolineato che “gran parte dei soldi se ne vanno per pagare ovviamente i dipendenti e le rate di mutuo accumulate per gli anni passati. Paghiamo più di 100 milioni l’anno – ha proseguito – per rimborsare i mutui di cui altre generazioni hanno beneficiato. È chiaro perciò che è un bilancio rarefatto, certe cose non si possono fare più”.

“Non è una visione ragionieristica – ha sostenuto il governatore – ma al contrario ha un contenuto di alta scelta politica, che io rivendico. La politica sta pensando alle generazioni future e non agli interessi dell’immediato consenso, elargendo risorse a destra e a manca che per altro non ci sono”.

Un Chiodi che non si è detto preoccupato dall’assenza dei consiglieri di Futuro e libertà per l’Italia alla votazione del documento di programmazione economico-finanziaria regionale (Dpefr) e dalle minacce di non votare il bilancio.

“Mi preoccupa solo una cosa – ha commentato – che non si riesca ad approvare la finanziaria entro il 31 dicembre, perché in questo caso scatterebbero automaticamente le tasse Irpef e Irap (intende gli aumenti, ndr) per tutti gli abruzzesi. Del resto non mi preoccupa nulla”.

Come detto nella conferenza di fine anno, Chiodi ha poi aggiunto che “se non si dovesse approvare questa finanziaria che salvaguarda gli abruzzesi dall’aumento delle tasse, a quel punto vorrà dire che non c’è una classe politica in grado di impedire”.

In ogni caso, non ci sarà “l’acquisto” di voti in cambio di poltrone. “No, assolutamente – ha chiarito Chiodi – Questo è un rito del vecchio modo di fare politica ed è il motivo per cui i cittadini non hanno considerazione della politica”.

“Di fronte a situazioni di questo genere, di questa gravità – ha concluso – barattare un voto al bilancio con una poltrona significherebbe non avere il senso della misura. Ma non credo sia questa la volontà di Fli”.

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