CHIETI – “La maggioranza è solida e coesa”, parola del sindaco di Chieti Umberto Di Primio che ieri sera ha tenuto una verifica politica della sua coalizione.

L’incontro era stato invocato dai cinque consiglieri comunali del nuovo intergruppo consiliare, che alla vigilia avevano sottolineato di non aver richiesto la verifica per pretendere un assessorato.

La maggioranza, stando a quanto afferma il sindaco, “sostiene con lealtà il mio esecutivo con il comune obiettivo di portare a conclusione il programma di governo cittadino”.

Certo anche Di Primio ammette che non proprio tutto va come dovrebbe e, dunque, ritiene che per risolvere i problemi riscontrati basti “un maggiore spirito di squadra aumentando la collegialità tra i vari comparti dell’amministrazione comunale, in primis tra la Giunta ed il Consiglio comunale, al fine di assumere decisioni sempre più partecipate ed aventi quale unico fine quello di costruire il bene della città”.

L’incontro di mercoledì sera è stato anche l’occasione per affrontare alcune tematiche relative al funzionamento della macchina amministrativa e le cui soluzioni individuate pare siano state condivise da tutti.

“Un impegno quello mostrato  – continua il primo cittadino – da tutti i rappresentanti politici che ho molto apprezzato e che ribadisce la maturità politica di una coalizione che, a dispetto di tante voci in libertà, ha dimostrato di essere capace di mantenere fede al mandato elettorale votando in maniera compatta tutti i provvedimenti fondamentali per la vita amministrativa”.

“In conclusione – chiude Di Primio – si è deciso di fissare, con una cadenza fissa, altri appuntamenti tra le forze politiche di maggioranza durante i quali poter definire problematiche con carattere di emergenza che necessitano del prioritario accordo di tutti i partiti di centrodestra”.

All’incontro, però, non sono stati invitati gli esponenti di Futuro e libertà che, pur avendo votato spesso e volentieri insieme all’opposizione in Consiglio comunale, non si sono mai detti parte della minoranza sebbene non siano più in maggioranza. 

“Non abbiamo mai dichiarato di passare ufficialmente all’opposizione – dichiara il segretario provinciale e consigliere comunale di Fli Alessandro Carbone – il sindaco ha deciso di non farci più partecipi delle riunioni di maggioranza senza neanche un confronto”.

Dalla terra di mezzo di nessuno, né in maggioranza e né all’opposizione, in cui si invoca il principio della “libertà di coscienza” al momento del voto, Carbone dichiara con rammarico: “Dobbiamo prendere atto con grande dispiacere che il sindaco si dichiara aperto ad un confronto con tutti meno che con Futuro e Libertà”.

Duro il giudizio del giovane esponente di Fli sulla verifica di maggioranza: “Sinceramente pensiamo che invece di concentrare gli sforzi su riunioni, incontri e verifiche per la spartizione di potere sia il caso in questo momento difficile di unire le forze e  di iniziare a dare risposte concrete ai cittadini e mettersi seriamente al lavoro su problemi importanti che in questo momento pesano come un macigno sulla nostra città”.

A Carbone replica il capogruppo di Giustizia sociale Enrico Bucci, uomo molto vicino al sindaco Di Primio: “Al mio giovane collega consigliere comunale Alessandro Carbone mi piace dire che il mandato elettorale presuppone un vincolo di fedeltà anche alle decisioni dell’intera maggioranza dinanzi alle quali può essere chiesto il venir meno di ragioni personali”.

“Su questo semplice principio – continua Bucci – si fonda l’essenza stessa della coalizione come quella che attualmente governa Chieti capace di discutere anche animosamente al proprio interno, ma matura al punto tale da dimostrarsi sempre coesa sui temi importanti e fondamentali della vita amministrativa cittadina”.

“Comunque – conclude il consigliere comunale – pur ribadendo che chi non accetta questa regola e si smarca invocando ‘la libertà di coscienza’ non può far parte di alcuna coalizione di governo e pertanto è da considerarsi all’opposizione, sottolineo come l’interlocuzione continui a rimanere lo strumento democratico per eccellenza adottato da questa amministrazione che ci consente non solo di apprezzare le dichiarazioni rese da Carbone, ma anche di farne gradito momento di incontro”.

Insomma, secondo il consigliere Bucci, con Fli si può e si deve dialogare.

Questo per quanto riguarda Fli, ma i problemi per Di Primio non sembrano riguardare solo i due consiglieri ex Pdl che hanno aderito al partito di Fini. 

Non bisogna dimenticare, infatti, che la verifica è stata chiesta dal nuovo intergruppo consiliare che ha fatto presente al sindaco che la geografia politica del Consiglio comunale è molto diversa da quella uscita dal voto e che quindi, nel prenderne atto, occorre una rivisitazione generale, anche di Giunta.

E quando l’intergruppo parla di “diversa geografia politica” non si riferisce solo al Fli, ma soprattutto alla frammentazione creatasi all’interno dei vari partiti, a partire da quello del sindaco, per continuare con il partito del vice sindaco Giustizia sociale, con la lista civica Alleanza per Di Primio e infine anche con quello che sembrava il granitico Udc (dove pare si vada sempre più allargando lo scollamento tra il gruppo consiliare e alcuni rappresentanti della Giunta).

È logico che avendo a che fare con tutti questi gruppetti Di Primio non riesca ad accontentare tutti. Molti si sentono messi da parte ed è questo il motivo per cui non tutto fila liscio in Consiglio comunale.

Insomma, la verifica di maggioranza al Comune di Chieti sembra ben lungi dall’essere chiusa con l’incontro mecoledì. (ar. ia.)