CHIETI – Si è avvalso della facoltà di non rispondere nell’interrogatorio di garanzia l’ex assessore comunale di Chieti Ivo D’Agostino, agli arresti domiciliari da ieri per concussione e violenza sessuale.
È accusato di aver chiesto rapporti sessuali ad almeno cinque donne in cambio della promessa di ottenere una casa popolare.
Questa mattina, accompagnato dai suoi legali Mauro Faiulli ed Edgardo Ionata, davanti al giudice per le indagini preliminari Paolo Di Geronimo la scelta di non rilasciare dichiarazioni.
D’Agostino, tra l’altro, ha ‘beffato’ i numerosi cronisti che erano appostati all’ingresso del palazzo di giustizia passando con il suo legale attraverso il bar del tribunale.
Il gip ha anche fissato per il prossimo 8 agosto l’incidente probatorio.
In attesa del gip Di Geronimo, nell’aula di giustizia a pian terreno, l’assessore non ha potuto negarsi a flash e telecamere.
Gli avvocati hanno parlato con i giornalisti e hanno spiegato di essere stati loro a consigliare al loro assistito di stare lontano dai media, non potendo rilasciare dichiarazioni.
I difensori hanno anche riferito che D’Agostino, a cui il sindaco Umberto Di Primio ha provveduto a ritirare tutte le deleghe, sta meditanto in queste ore se dimettersi o meno dalla carica di assessore.
Per quanto riguarda i capi d’accusa di cui deve rispondere, che vanno dalla concussione alla violenza sessuale, l’assessore, tramite i suoi avvocati si dice “completamente estraneo ai fatti” ed è certo “che la verità verrà pienamente alla luce”.
Secondo la procura, D’Agostino avrebbe promesso alloggi popolari in cambio di prestazioni sessuali. Ci sono cinque donne che lo accusano (tre straniere e due italiane): non si conoscono tra loro ma hanno raccontato tutte storie simili.
Gli incontri a luci rosse si sarebbero svolti addirittura in Comune, negli uffici della sede centrale e in quelli della sede distaccata in viale Amendola, e perfino nella scuola Antonelli.
I due difensori hanno spiegato che l’assessore si è avvalso della facoltà di non rispondere “perché abbiamo preso in mano il suo caso solo ieri e abbiamo avuto a disposizione davvero troppo poco tempo per leggere e studiare bene le trenta pagine della corposa ordinanza del giudice. Ci sarebbero stati troppi elementi da valutare in così poco tempo e così abbiamo deciso di adottare questa linea”.
Il gip, su richiesta del pubblico ministero Lucia Campo, ha fissato per il prossimo 8 agosto l’incidente probatorio. “Si tratta – spiegano gli avvocati – di una sorta di anticipazione del dibattimento, cui saranno presenti anche alcune delle donne che lo hanno denunciato”.






