CHIETI – “Ho letto con attenzione – scrive Lorenzo Giovannini Coordinamento Regionale Giovane Italia, Pdl – l’intervento dei Giovani Democratici di Chieti sulla situazione del glorioso liceo scientifico F. Masci. Devo riconoscere loro un buon impegno profuso per quel che concerne l’attenzione sulla messa in sicurezza della scuola, di cui la Provincia si farà carico nei prossimi mesi nonostante la disastrosa situazione economica dell’ente dovuta alla precedente amministrazione di centro-sinistra, che ha saputo essere allo stesso tempo spendacciona su cose inutili ed immobile su temi fondamentali.
Il resto del comunicato non può essere condivisibile: la riforma Gelmini prevede l’aumento del numero di alunni per classe per ridurre il personale docente, enormemente sproporzionato rispetto agli standard europei. A causa di folli carrozzoni come le ex SSIS si è creato un precariato selvaggio dovuto all’accesso illimitato alla professione, che ha svilito totalmente la figura dell’insegnante: veniva pagato pochissimo rispetto all’importanza del suo mestiere, non era formato adeguatamente perché i corsi di aggiornamento non erano obbligatori (dagli ITIS uscivano periti che sapevano tutto sugli altiforni, in disuso da decenni, e nulla ad esempio sulle energie rinnovabili), non era stimolato perché di premi di produttività non si poteva neanche parlare, tutto ciò sotto il silenzio colpevole di alcuni sindacati che, per coprire fannulloni e incapaci, umiliavano ulteriormente coloro che facevano il loro lavoro con dedizione, passione e impegno.
La Giovane Italia difende a spada tratta la riforma Gelmini, nata dopo una discussione molto approfondita tra la maggioranza di governo, i rappresentanti più responsabili dei sindacati di categoria e uomini di cultura di assoluto prestigio, tra cui mi piace ricordare l’insigne studioso di religione ebraica Professor Giorgio Israel.
La riforma punta ad avere percorsi didattici personalizzati anche all’interno di classi più numerose, come succede in nazioni più avanzate delle nostre dal punto di scolastico. Il bambino che intraprende oggi il percorso della scuola primaria sarà in grado di parlare e scrivere perfettamente in inglese e di far funzionare perfettamente un PC, arrivando alla soglia della scuola superiore avendo a disposizione un’ampia ma numericamente ragionevole rosa di alternative, abbandonando definitivamente le decine (se non centinaia) di costose ed inutili “sperimentazioni”
Se gli amici Barone, Gallo e Marzoli vogliono aprire un dibattito sull’adeguamento “fisico” delle strutture scolastiche alla riforma siamo pronti a confrontarci con loro con pacatezza e serenità, ma a patto che sia una discussione seria e senza pregiudiziali attacchi più o meno surrettizi su una legge che premierà il merito e la passione degli insegnanti e farà uscire ragazzi di 19 anni in grado di affrontare con meno traumi il percorso universitario o il mondo del lavoro.




