CHIETI – È lotta alla ludopatia a Chieti con un ordine del giorno contro gli effetti del gioco d’azzardo presentato dal consigliere comunale Marco Di Paolo (gruppo misto).
Di Paolo prende le mosse dal fatto che l’Abruzzo, dopo Lazio e Campania, è al terzo posto come spesa pro capite per diversi giochi, come quelli del lotto, lotterie, “macchinette varie”, slot-machines, poker on-line e gratta e vinci.
Nel 2011, secondo i dati del quotidiano Il Sole 24 ore, gli abruzzesi hanno speso mediamente pro-capite per questo tipo di giochi 1.892 euro annui. “Una cifra impressionante – sottolinea il consigliere comunale – se si tiene conto del fatto che tantissima gente non gioca”.
Perciò il consigliere ha chiesto al Comune di scoraggiare il gioco d’azzardo, tramite la predisposizione di un “decalogo del giocatore responsabile”, per ricordare agli amanti del gioco tutte quelle regole di buon senso da non perdere mai.
Tra le altre cose, il decalogo del giocatore dice che il giocatore responsabile non pensa al gioco come a un modo per far soldi ma solo per divertirsi, che investe nel gioco solo quelle somme che può permettersi di perdere, non eccede nel tempo dedicato al gioco, non rincorre le perdite, non chiede prestiti per giocare, non usa il gioco per sfuggire a solitudine o depressione, non gioca se la sua lucidità è alterata da alcool o droghe.
“Il mio ordine del giorno – spiega Di Paolo ad AbruzzoWeb – chiede che il decalogo del giocatore responsabile venga affisso per ordinanza del sindaco in tutti i posti dove si gioca. Vuole anche che si stipulino convenzioni con enti sanitari, associazione e comunità che combattono e cercano di recuperare chi gioca in maniera compulsiva e dia maggiore impulso allo sportello dei disagi sociali”.
Il consigliere comunale si dice confortato dal fatto che anche le decisioni del governo nazionale vanno nella stessa direzione. “Dalla Camera è arrivata una richiesta bipartisan – sottolinea – perché venga vietata la pubblicità a giochi e scommesse”.
“Secondo gli ultimi dati – continua Di Paolo – in Italia le persone affette da gioco d’azzardo patologico sono 800 mila, circa il doppio dei tossicodipendenti”.
Tra l’altro, nota ancora il consigliere, “da una ricerca si è visto che le famiglie a basso reddito investono nel gioco d’azzardo circa il 6,5% della propria ricchezza. È ovvio che, a queste condizioni, è facile il ricorso all’usura, come ha sottolineato la Caritas che, per prima, ha detto che il gioco d’azzardo è la seconda causa d’usura”.
“Inoltre – continua i consigliere – sembra che la crisi economica non abbia scalfito la voglia di giocare. Nel 2011 gli italiani maggiorenni hanno speso in media 1.675 euro per giocare a slot macchine, lotterie e scommesse”.
Il consigliere porterà nei prossimi giorni a Chieti Matteo Iori, presidente del Coordinamento nazionale gruppi per giocatori d’azzardo (Conagga) e del centro sociale Papa Giovanni XXIII di Reggio Emilia.
Iori, che sull’argomento ha da poco scritto un libro, ha rielaborato e ha analizzato regione per regione i dati dei Monopoli di Stato. Martedì 13 marzo Iori incontrerà i consiglieri comunali che hanno firmato l’ordine del giorno e il giorno successivo sarà protagonista di una conferenza stampa insieme a Di Paolo. (ar.ia.)





