CHIETI – Un gruppo di consiglieri comunali di Chieti grida il proprio disaccordo con la costruzione della nuova fontana luminosa in piazza Valignani.

Opera di volantinaggio sotto le mura del Comune e striscioni che proclamano il dissenso di numerosi cittadini, così si è esplicitato il dissenso di chi continua a non accettare l’opera pubblica.

Il gruppo di consiglieri ieri è salito al Comune durante un Consiglio molto agguerrito e poi è sceso in piazza per continuare la civile protesta.

“I fondi stanziati per la fontana potevano essere spesi per riqualificare piazza Vittorio Emanuele II o piazza Trento e Trieste – si legge in un volantino dei Giovani democratici – Alla città manca un’agorà, uno spazio che possa essere utilizzato per gli eventi ordinari e straordinari della vita cittadina, un punto di ritrovo per i giovani che ogni giorno si vedono privati di sempre più spazio all’interno del contesto urbano”.

L’amministrazione comunale, con questo progetto, ha perso due occasioni: la possibilità di ricucire lo strappo profondo tra le generazioni che nella nostra città convivono silenziosamente e quella di ridare un consistente rilancio economico e commerciale al centro cittadino”, la contestazione al sindaco, Umberto Di Primio.

La costruzione della fontana in piazza Valignani anima le critiche di una parte della popolazione teatina che guarda le proprie necessità e considera l’investimento “un insensato gesto nel contesto urbanistico”.

Domani, intanto, Di Primio terrà una conferenza stampa per illustrare lo stato di avanzamento dei lavori del cantiere della fontana alla presenza di Sandra Lapenna, funzionaria archeologa della Soprintendenza dei Beni Archeologici d’Abruzzo, e degli architetti Augusto Capone e Gianfranco Scatigna, responsabili del progetto.