CHIETI – “Passi l’Imu al cui pagamento ci eravamo ormai obtorto collo rassegnati, passi anche il saldo del pagamento della fornitura idrica relativa al 2011, ma questa sorpresa dell’acconto 2012 (80 per cento) è proprio indigeribile”.
A parlare è l’ex assessore ai Lavori pubblici del Comune di Chieti, ora consigliere di minoranza, Luigi Febo, secondo cui l’amministrazione avrebbe l’obbligo di emettere una nuova bollettazione, “questa volta corretta”, rispetto alle cifre da pagare per il 2012.
La nuova “batosta idrica” è indigeribile, secondo Febo, innanzitutto perché “non ha niente a che fare con la spending review voluta dal governo” essendo solo una manovra contabile per consentire all’amministrazione di fare in anticipo “cassa” e così evitare, per il 2013, le conseguenze del mancato rispetto del patto di stabilità e tutte le inevitabili ripercussioni politiche che potrebbero scaturirne”.
“È, in secondo luogo, indigeribile – continua il capogruppo della lista civica Chieti per Chieti – perché questa manovra/prelievo viene messa in atto, a nostro giudizio, in modo assolutamente illegittimo; dalla lettura delle fatture è, infatti, lecito dedurre che è stato effettuato un calcolo presunto e, dunque, arbitrario, o meglio ancora forfettario, in quanto mancano le voci riferite alla lettura del contatore e ai metri cubi consumati nonché le quote ad esse associate”.
“Chiunque può facilmente riscontrare dalle bollette inviate – continua ancora Febo – che il “saldo 2011” è stato commisurato all’ultima lettura effettiva effettuata al 31 agosto 2012 ed è, quindi, logico dedurne che ogni cittadino di Chieti, con il saldo 2011, abbia già pagato anche il corrispettivo per il consumo di acqua relativo ai primi otto mesi del 2012 (31 agosto); in conseguenza di ciò non si comprende come al 31 ottobre 2012, ossia, dopo solo due mesi dall’ultima lettura, quello stesso utente abbia già consumato l’80 per cento del consumo misurato nell’anno e mezzo precedente (ossia, da marzo 2011 ad agosto 2012)”.
“Più che l’acconto 2012 – sostiene il consigliere – quello che ci viene richiesto, sembrerebbe l’acconto 2013 calcolato in via presuntiva e, per di più, su consumi non ancora effettivi. Questo modus operandi non è legittimo in relazione alla natura contrattuale del rapporto. La fornitura di acqua potabile a uso domestico ha natura privatistica e il corrispondente credito del Comune, che agisce iure privatorum, non può essere commisurato attraverso criteri presuntivi ed arbitrari che prescindono dalla natura di corrispettivo del prezzo rapportato all’effettivo consumo. A fondamento di quanto sostenuto vi è un consolidato orientamento giurisprudenziale di cui l’amministrazione comunale non può non tenere conto”.
Visto, inoltre, che il Comune in un secondo momento ha fatto sapere che la bolletta del 2012 può essere pagata anche a rate, nonostante non abbia inviato gli appositi cedolini con l’importo rateizzato, e che i termini entro i quali pagare sono slittati dal 10 al 20 dicembre, Febo chiede l’annullamento della fatturazione emessa e l’emissione di nuove bollette, con la rateizzazione e con il nuovo termine di scadenza.
“Non si può immaginare, d’altronde, – conclude Febo – che tutti i 23 mila utenti teatini abbiano siano stati informati delle novità sulla rateizzazione e sullo slittamento dei termini attraverso i mezzi d’informazione. Solo con una nuova bollettazione si può rimediare al pasticcio sull’acqua fatto per fare cassa”. (ar.ia.)






