CHIETI – Alla fine i rifiuti del pescarese dovranno essere smaltiti, se non tutti ma almeno in piccola parte, anche nella discarica teatina. La soluzione individuata è che almeno per un mese la spazzatura del Pescarese, raccolta dalla società Ambiente spa sarà conferita a Chieti, poi, per due mesi, andrà nella discarica di Lanciano (Chieti).
La discarica di Casoni, però, “non diventerà punto di riferimento del pescarese”: è quanto assicura l’assessore al ramo Alessandro Bevilacqua per cui “tecnicamente, grazie all’attività dai noi svolta, è stato scongiurato che tutta la spazzatura di Ambiente Spa arrivi sul territorio di Chieti”.
Chieti, anche nell’ottica di uno spirito solidaristico regionale, non ha potuto opporsi completamente all’arrivo dell’immondizia pescarese, sebbene, all’inizio il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, avesse detto, esponendosi forse in maniera prematura, che a Casoni non sarebbe arrivato nulla da Pescara.
La completa chiusura di Chieti non avrebbe potuto reggere anche alla luce del fatto che la Regione, per legge, può riservarsi il 5% della disponibilità nelle discariche regionali.
Intanto domani, in occasione del Consiglio comunale, la polemica politica su questa questione tornerà alta. I consiglieri Pd hanno infatti organizzato un volantinaggio contro l’amministrazione comunale e puntano a realizzare una manifestazione di protesta sabato alla discarica di Casoni.
Secondo l’assessore Bevilacqua, però, il Pd deve schiarirsi un po’ le idee, visto che appare schizzofrenico: “Da una parte – dice l’assessore – il gruppo pescarese vuole conferire i rifiuti a Casoni, mentre lo stesso gruppo politico, a Chieti, dice di non volere che i rifiuti giungano in territorio teatino”. (ar.ia.)






