CHIETI – “Affermare oggi che Chieti è finalmente antifascista è un’offesa perché Chieti, che durante la seconda guerra mondiale era città aperta, lo voglio ricordare, è sempre stata dalla parte della democrazia e della liberta”.

È il commento, il giorno dopo, del sindaco di Chieti Umberto Di Primio, ex An, eletto l’anno scorso nel Pdl alla guida di un’ampia coalizione di centrodestra, alla decisione del Consiglio comunale che ha votato un ordine del giorno presentato dalla minoranza per censurare la proposta di abrogazione della norma transitoria che vieta la ricostituzione del partito fascista, proposta presentata in Senato e che ha tra i firmatari il senatore del Pdl e consigliere comunale di Chieti Fabrizio Di Stefano.

“Io – dice all’Ansa Di Primio – non ho, come certa sinistra, la necessità di riaffermare i valori e i principi su cui si fonda il mio Paese: democrazia, libertà e antifascismo sono valori indiscussi e indiscutibili e credo che neanche il senatore Di Stefano, che non si è mai proclamato fascista, li voglia mettere in discussione. Io a celebrare il 25 aprile qualche giorno fa c’ero, assieme al prefetto e a pochi altri: ma a quella manifestazione non ho visto nessuno di coloro che oggi si professano paladini della libertà, della democrazia e dell’antifascismo”.

ANCHE UDC CONTRO DI STEFANO

“Chieti oggi è antifascista”. Nella città le cui aule di giustizia ospitarono il processo per l’omicidio di Giacomo Matteotti, il Partito democratico esulta per il voto che in Consiglio comunale ha approvato il documento di censura alla proposta del senatore Fabrizio Di Stefano (Pdl), che è anche consigliere comunale, per l’abrogazione delle norme che impediscono la ricostituzione del partito fascista in Italia”.

“Il Consiglio comunale – dice Alessandro Marzoli che ne è il vice presidente, parlando anche a nome dei Giovani democratici di Chieti – ha dimostrato con tale votazione quanto fosse indecente la proposta Di Stefano. Nonostante il centrodestra al potere goda di una larghissima maggioranza non é riuscito a respingere il documento presentato dai gruppi di opposizione ed è bene che anche il sindaco Di Primio, che ha votato contro la nostra censura, riconosca che la città di Chieti è oggi, per fortuna, antifascista”.

Per l’ex assessore ai lavori pubblici nella precedente giunta comunale di centrosinistra Luigi Febo “anche se ha agito nel suo ruolo di Senatore non dobbiamo dimenticarci che Di Stefano è consigliere del nostro comune e come tale ha anche due deleghe importanti: alla cultura e al teatro Marrucino e dunque partecipa a pieno titolo all’amministrazione della nostra città. E non dobbiamo dimenticarci che già nel recente passato Chieti è diventata tristemente famosa per affermazioni fasciste e razziste di suoi rappresentanti istituzionali”. Inopportuna è stata definita dall’Udc l’iniziativa di Di Stefano: l’Udc, pur facendo parte della Giunta comunale, ha votato con i partiti di minoranza a favore dell’ordine del giorno.

Per il capogruppo Alessandro Giardinelli “in un momento in cui i problemi economici, di disoccupazione e di precarietà, sociali, di integrazione e di crescita culturale nazionali ed interrazziale, attanagliano il nostro Paese, sarebbe maggiormente necessario rivolgere l’interesse ed il lavoro politico su progetti di riforme che diano spazio ad un futuro migliore per il nostro Paese e per gli Italiani. Tale norma transitoria – ha detto ancora Giardinelli – non ha solo un significato storico, credo che infatti che oggi si possa parlare di fascismo stretto solo dal punto di vista storico, ma possiede anche un significato di attualità, nel momento in cui resta come monito di condanna per tutte quei partiti o associazioni che possano fare riferimento ad una politica non democratica”.