CHIETI – Riapertura della stagione lirica al teatro Marrucino di Chieti nel segno di Verdi. Con un tributo al grande compositore, nel bicentenario della sua nascita, il teatro teatino si appresta infatti a mettere in scena il “Macbeth” di Shakespeare, in programma per venerdì 4 ottobre, alle ore 20.30, e domenica 6, alle 17.30.

La direzione è stata affidata a Massimiliano Stefanelli che ha presentato l’opera insieme al regista Nicola Zorzi, al direttore artistico del Marrucino Ettore Pellegrino, all’onorevole Fabrizio Di Stefano e, in rappresentanza del cda dell’istituzione teatrale, a Marco Napoleone.

Il pubblico dovrà aspettarsi una messa in scena senza riferimenti né di spazio né di tempo. Privato di ogni sua connotazione storica, del “Macbeth” risalteranno soprattutto i personaggi senza tempo, che spiccano per la loro interiorità “talmente significativa – ha commentato Stefanelli – e talmente debordante. Ciascuno è mosso, più che dalla razionalità o dal proprio io sociale, da una interiorità a volte morbosa ma potentissima e profondissimamente umana”.
 
Verdi si avvicina al testo shakespeariano reduce dai successi di “Nabucco”, “Ernani”, “I due Foscari” e “Giovanna d’Arco”. L’influenza shakespeariana, che permetterà poi a Verdi di realizzare altri capolavori come “Otello” e “Falstaff” nell’ultima parte della sua vita, gli consente di dare la svolta necessaria all’opera italiana che col maestro e i suoi epigoni giungerà a costruire capolavori fino ai primi decenni del Novecento.

L’opera è una coproduzione tra il teatro teatino, Fondazioni all’opera e l’Orchestra sinfonica abruzzese. “Costerebbe oltre mezzo milioni di euro – ha sottolineato a riguardo Di Stefano – e invece, grazie a questa sinergia, il Marrucino spende solo poco più di 100 mila euro. A testimonianza che la cultura si può fare anche a costi contenuti, senza per questo abbassare la qualità”.

Il “Macbeth”, dopo Chieti, girerà i teatri abruzzesi e marchigiani. Intanto giovedì 3 ottobre, alle ore 18, al Marrucino si terrà una guida all’ascolto dedicata all’opera. (ar.ia.)