L’AQUILA, 25 GIU – Oltre diecimila persone hanno risposto all’appello della Cgil che ha promosso per oggi una mobilitazione generale sulle strade del capoluogo di Regione.
Con bandiere rosse, percussioni artigianali e altoparlanti per trasmettere vecchie canzoni da battaglia, lavoratori di tutto l’Abruzzo si sono ritrovati davanti al piazzale della Stazione per animare un corteo attraverso via XX settembre, verso il centro storico, per raggiungere poi piazza Duomo dov’è in programma il comizio conclusivo.
Tamburi e slogan a ricordare le principali vertenze regionali, dalla sanità alla crisi industriale e tutto il comparto metalmeccanico, sostenuto da tante bandiere della Fiom e soprattutto dal segretario generale, Maurizio Landini.
“La situazione all’Aquila è delicata”, ha dichiarato, parlando di ritardi da parte degli interventi del governo in favore della ripresa del sistema economico e della ricostruzione.
In corteo, a cui partecipa anche il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, c’è anche una delegazione da Pomigliano d’arco e un gruppo dell’assemblea cittadina.
LANDINI: ”SU POMIGLIANO PRONTI A TRATTATIVA”
L’AQUILA, 25 GIU – “A questo punto siamo pronti a fare una trattativa: chiediamo di togliere quelle cose che mettono in discussione i diritti civili, ma siamo pronti a scendere a confronto sugli orari, sui turni e sulla gestione in generale”.
A dirlo è il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, all’Aquila per partecipare alla mobilitazione generale della Cgil, commentando l’esito del referendum che si è tenuto nello stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco (Napoli).
“C’è stato – ha detto Landini – un pronunciamento dei lavoratori di cui si deve tener conto. Noi abbiamo sempre pensato che quel referendum fosse illegittimo e non abbiamo dato alcuna indicazione di voto perché lo abbiamo considerato un ricatto e una minaccia, però dal momento che è stato registrato un voto di questa natura un’azienda deve tenerne conto”.
Landini ha ricordato che è stata la Fiat a organizzare il voto, “non siamo stati certo noi, ma non si può ignorare un risultato di questo tipo”.
Da parte di Landini è arrivato anche l’auspicio affinché il buon senso di tutti prevalga. “C’era chi pensava che fosse tutto a posto – ha aggiunto – ma si è dovuto ricredere e deve adoperarsi per mettere mano alla questione. Le fabbriche non vanno avanti senza il consenso dei lavoratori”.



