AVEZZANO – Il tribunale del Riesame dell’Aquila ha respinto l’istanza presentata dall’imprenditore Arnaldo Aratari, ex professore e patron del centro di riabilitazione Medisalus di Gioia dei Marsi (L’Aquila), figura chiave dell’inchiesta “Tutti per uno” che ha scoperto un “emporio” di certificati medici falsi in Marsica, che resta così in carcere.
La decisione del Riesame riguarda anche la moglie, Tiziana Mascitelli, finita invece ai domiciliari.
Aratari è stato trasferito dal carcere San Nicola di Avezzano a quello romano di Rebibbia, ma le motivazioni che hanno portato l’autorità penitenziaria a tale decisione non sono ancora state chiarite.
Il giudice Giuseppe Romano Gargarella ha respinto l’istanza di scarcerazione presentata dall’avvocato aquilano Antonio Valentini, difensore dei coniugi marsicani, che ha annunciato ricorso in Cassazione.
L’operazione della procura di Avezzano ha portato a dieci ordini di custodia cautelare, di cui tre in carcere e sette ai domiciliari, emessi dal gip del tribunale di Avezzano, Maria Proia.
Fatta eccezione per il latitante in Galles, l’ex carabiniere 52enne Giuseppe Agostinacchio, sono stati tutti ascoltati tra lunedì e martedì scorsi alla presenza del pubblico ministero Roberto Savelli, titolare dell’inchiesta.
Diciotto in tutto gli indagati, che devono rispondere a vario titolo di frode processuale, corruzione, falsità materiale e ideologica, frode assicurativa, truffa ai danni dello Stato e favoreggiamento.
Diciotto in tutto le persone indagate nell’inchiesta “Tutti per uno” che ha portato la Guardia di finanza del comando provinciale dell’Aquila e della compagnia di Avezzano a scoprire un “emporio” di false certificazioni mediche in cui era stato trasformato il Centro di salute mentale della Asl di Avezzano.
Destinatari di ordinanza di custodia cautelare in carcere tre persone, il dirigente della Asl Angelo Gallese, il pregiudicato Orlando Morelli e l’imprenditore Arnaldo Aratari, mentre altre sette sono finite ai domiciliari: Tiziana Mascitelli, moglie di Aratari, Luigi Maiello, Maria Palma Di Biase, Gino Arioli, l’ex consigliere e assessore regionale Mario Panunzi, Giuseppe Agostinacchio e Carmine Macerola.
Gli otto indagati a piede libero sono il consigliere provinciale di Forza Italia Gianluca Alfonsi, Paolo Di Bella, Njiac Shahini, Ida Morelli, Paola Fracassi, Guglielmo Mascitelli, Mauro Arcangeli e Raffaele La Russa.




