L’AQUILA – Dopo le polemiche di stampo politico delle scorse settimane, tutte interne al Comune dell’Aquila, anche tra gli accademici emergono divisioni sul progetto “Un ponte per l’innovazione” sviluppato a seguito del Protocollo d’intesa siglato tra Università dell’Aquila e Eni spa per la realizzazione di un centro di ricerca, con strutture residenziali annesse, in località Casale Calore (L’Aquila).
A sollevare forti dubbi sull’iniziativa è Guido Visconti, direttore del Cetemps, il centro di eccellenza integrazione di telerilevamento e modellistica numerica per la previsione di eventi meteorologici severi dell’ateneo aquilano, che in una nota inviata al ministro per l’istruzione e la ricerca Maria Stella Gelmini, all’amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, ed al rettore dell’Università aquilana, Ferdinando di Orio, definisce l’iniziativa “la solita fabbrica di ricercatori precari”. Il rischio, secondo Visconti, “è che s i crei un mondo parallelo che niente ha a che fare con quello reale”
Una missiva, datata 18 novembre, che ha suscitato non poche perplessità all’interno dello stesso colosso energetico Eni, dove solo il 26 ottobre scorso era arrivata una nota del rettore nella quale veniva manifestata grande soddisfazione: fratture evidenti che potrebbero indurre l’Eni a rivedere quelle che sono le ipotesi investimento, di circa venti milioni di euro.
Sulla vicenda nelle scorse settimane si era acceso un aspro dibattito tra maggioranza ed opposizione al Comune dell’Aquila sui tempi dell’approvazione della delibera in Consiglio comunale per la variazione urbanistica al Prg necessaria per la realizzazione del progetto: per il sindaco del capoluogo l’atto deliberato è da considerarsi valido, mentre per le opposizione il placet dell’assise civica è giunto con quattro giorni di ritardo rispetto a quanto previsto dalla legge e sarebbe da considerarsi nulla. Il rettore di Orio aveva parlato di polemiche “legate alla disinformazione”
Visconti, che da anni dirige il centro di eccellenza, mette da parte polemiche e cavilli giuridici e si scaglia sulla praticità dell’iniziativa che prevede la realizzazione di una serie di laboratori finanziati dall’Eni: “La mia esperienza (che modestamente è considerevole) – aggiunge Visconti – non mi fa venire in mente nessun centro di ricerca al mondo che abbia5 0 laboratori ( il Goddard della NASA ne ha quattro o cinque). Forse si tratta del numero di gruppi di ricerca che sarebbero comunque troppi anche perché il tutto dovrebbe assommare a 100 ricercatori e studenti che equipartiti costituirebbero un nucleo ben misero se commisurato a i 50 laboratori. Ma la questione g rave è un’altra e cioè che nessuno fi nora ha detto chiaramente che l’Eni paga solo le opere edilizie per cui bisognerebbe chiedersi chi paga le attrezzature scientifiche, ch i le mantiene e soprattutto chi pagai ricercatori: anche in questo caso arrivano posti precari?”
L’ultima critica Visconti la riserva alla questione della realizzazione di una centrale di teleriscaldamento, che almeno secondo quanto dichiarato dal rettore nello scorso mese di ottobre non è prevista dal progetto:
“Il tema ‘energia e ambiente’ è troppo generico È chiaro che decidere sulle funzionI del Laboratorio ha delle implicazioni banali, ad esempio anche sulla costruzione del sistema fognario o dello smaltimento dei rifiuti”.
“Questo ci porta al terzo argomento quello del teleriscaldamento che suppongo presuppone la Costruzione di una centrale che produca energia. Nella lettera si afferma che è stato completato lo studio di Fattibilità per “energia ad alta efficienza e limitato impatto ambientale”.
“Da quello che so una parte importante per valutare l ‘impatto ambientale d i una centrale è la meteorologia e non mi risulta che nessuno abbia contattato i l Cetemps su questo aspetto. E ‘come se tu per farti curare u n dente vai dall’ortopedico e quindi di nuovo siamo alla fiera sulla quale il nostro paese pretende di
di campare”.
“Naturalmente questo argomento investe soprattutto il luogo dove verrebbe fatto l’intervento che è una zona verde di grande valore e che viene a dir poco sconvolta”.
“Allora mi viene un sospetto perchè è naturale collegare le polemiche risuscitate sul metanodotto dell’Eni che esce sulla piana di Navelli, la centrale a biomasse di Paganica e questo ‘generoso’ intervento dell’Eni a favore della nostra università. Non vorrei essere scambiato per ‘l’amico etiope’ di morettiana memoria ma forse bisognerebbe non farsi contagiare dalla pubblicità televisiva (che paghiamo noi) sulla coscienza ambientale di certe industrie e dire alla gente come stanno effettivamente le cose. Cioè la centrale Eni e il teleriscaldamento sono la stessa cosa?”.
IL TESTO COMPLETO DELLA LETTERA DI VISCONTI
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