L’AQUILA – “La riapertura del centro di procreazione assistita era in programma, ma va fatto ancora il punto della situazione. Comunque non mi pare che ci fosse una richiesta significativa da parte del nostro territorio”.

Dalle parole del manager uscente della Asl numero 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Giancarlo Silveri, sembra proprio che la riapertura del centro Fivet (Fertilizzazione in vitro con embryo transfer) dell’ospedale San Salvatore aquilano non sia tra le priorità.

Una sensazione confermata anche dal commissario alla Sanità, Gianni Chiodi, che ad AbruzzoWeb ammette di non conoscerne i dettagli, aggiungendo semplicemente che “se è nel programma regionale delle cose da fare, si farà”.

Prima del terremoto la struttura eseguiva numerosi interventi di fecondazione in vitro, ma da più di tre anni è chiusa per mancanza di personale: esattamente quattro tra infermieri e medici servirebbero per affiancare il professor Giulio Mascaretti, responsabile.

Le cifre parlano di 800 coppie in lista prima del terremoto. Per Silveri, però, la necessità tassativa di riaprire non c’è.

“Dobbiamo innanzitutto pensare – spiega – alle necessità della territorio e non mi pare che ci fosse questa grande domanda di interventi da parte di coppie abruzzesi. Certo, la mobilità attiva è importante, ma la priorità per noi ora è quella passiva”.

“Inoltre sembrerebbe che l’autorizzazione regionale non sia più vigente”, aggiunge Silveri che poi svela: “Se il centro dovesse rientrare in funzione, potrebbe essere inglobato dal reparto di Ginecologia e Ostetricia”.

“Per il momento è solo un’ipotesi – afferma – ma in questo modo l’intera struttura potrebbe essere seguita in maniera più diffusa” .

Sulla questione, Silveri aggiunge: “Mi pare che si sia voluta sposare questa causa – dice – più per prendere le parti degli addetti ai lavori che per seguire una vicenda davvero necessaria per il nostro territorio”.

È bene chiarire, a questo punto, che ad AbruzzoWeb stanno a cuore le sorti del Fivet solo perché si tratta di un centro di eccellenza che fino a poco prima del terremoto era un punto di riferimento per tutte quelle coppie, abruzzesi e non, che coltivavano la speranza di poter avere un figlio. Ed erano quasi un migliaio prima del 6 aprile 2009.

La sua riapertura rimane a oggi un’incognita e con molta probabilità sarà uno dei punti del mandato del prossimo direttore generale della Asl, visto che Silveri, come ha annunciato, lascerà l’incarico a fine ottobre.