L’AQUILA – “Dalla lettura dalla relazione della IV commissione consiliare della Regione Abruzzo abbiamo appreso che la proposta di legge del consigliere Luca Ricciuti sull’esclusione del Comune dell’Aquila dalla moratoria cave sarebbe stata sostenuta da un non precisato esponente degli ‘organi istituzionali del capoluogo abruzzese’, audito in commissione. Ci domandiamo chi sia tale esponente e come sia possibile che sia intervenuto per conto dell’Istituzione Comunale visto che su tale proposta di legge non c’è stata alcuna deliberazione né di Giunta, né di Consiglio, tantomeno alcun accordo di maggioranza al fine di ascludere il territorio comunale dalla moratoria”.

Lo scrivono in una nota Enrico Perilli, capogruppo di Rifondazione comunista al Comune dell’Aquila e Francesco Marola, segretario provinciale del partito.

“Tale ipotesi è da scongiurare – proseguono – ribadiamo che la Regione deve dotarsi al più presto di un adeguato piano cave, a maggior ragione in un territorio che affronta la ricostruzione. Con il permanere della moratoria per tutti gli altri comuni, il territorio comunale verrebbe sovraccaricato delle esigenze estrattive non solo locali con conseguente impatto ambientale, tra l’altro in contrasto con il piano regolatore tuttora vigente che esclude l’apertura di nuove cave”.

“Riteniamo che sia prioritario il riutilizzo delle macerie del sisma e che sia dovere del Comune concorrere a orientare le attività imprenditoriali in questa direzione”.