L’AQUILA – La politica nella testa, l’arte nel cuore. Se fosse possibile abbozzare un acquerello per un autoritratto il sindaco di Castelli (borgo teramano incastonato alle pendici del Gran Sasso), Enzo De Rosa, forse, si ‘racconterebbe’ così.
Nato nel 1953 a Colledara (Teramo) per lui l’arte è impressa nel Dna da generazioni: i De Rosa, storica famiglia di artisti napoletani già dal 1500 hanno esportato in quello che poi sarebbe diventato l’Abruzzo l’amore e la passione per la pittura, la decorazione e uno stile che si è tramandato nei secoli, di padre in figlio, di generazione in generazione, mantenendo una tradizione che ha saputo rinnovarsi nel tempo.
“Mio padre era un artista, così come lo era mio nonno e il nonno di mio nonno – confessa il sindaco De Rosa – Nella mia carriera ho realizzato dipinti e quadri su olio, acrilico e tempera. Ma da 30 anni lavoro solamente sulla ceramica, cercando sempre di tenere ben saldi i canoni della tradizione, senza trascurare un percorso di modernizzazione delle opere”.
A Castelli l’arte della ceramica è quasi una religione: un bene unico e prezioso, da conservare e tutelare perché continui a portare il nome del paese in ogni angolo del globo.
Per le sue decorazioni e opere De Rosa utilizza temi semplici e al tempo complessi da elaborare: “Io dipingo quello che vedo – spiega – dalla finestra, per strada, in giro. Per questo prediligo, utilizzando i colori in maniera delicata ma decisa, dipingere montagne, boschi o anche visi di persone, sguardi intensi, carichi di espressione. Qualcuno ama chiamarmi ‘Il pittore delle emozioni’. Senza emozioni la vita che senso avrebbe?”.
Le sue opere sono conservate in collezioni private e pubbliche di tutto il mondo: dai musei Vaticani a casa del premier, Silvio Berlusconi, o del presidente emerito della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, oltre a esponenti dell’alta società o del mondo dell’economia.
“Ho incontrato due volte Giovanni Paolo II, omaggiandolo anche di un anfora in ceramica dove è ritratto un paesaggio classico del paese. Sicuramente l’incontro con il presidente Ciampi è tra i più emozionanti di sempre. Ma sono tante le personalità che ho avuto la fortuna di incontrare nei viaggi che ho fatto in tutto il mondo per esportare il nome di Castelli e della sua arte, nei musei più famosi e prestigiosi”.
Già sindaco dal 2001 al 2006 De Rosa è stato rieletto nelle scorse elezioni amministrative: “Mi è stato chiesto di candidarmi per dare nuovo slancio e visibilità al paese, che è forse negli ultimi anni è un po’ venuto meno. È sicuramente un grande impegno che è ormai diventato preminente: ci sono 1.400 residenti, ma il suo nome è conosciuto ovunque e va valorizzato come deve”.
Viene scontato chiedergli quale, tra politica e arte, sia l’amore più grande, e il sindaco si presta volentieri al gioco con una risposta netta: “Sicuramente l’arte, anche se adesso il tempo per dedicarmici è poco”, spiega.
Quanto al futuro, la tradizione dei De Rosa sembra proprio che sarà portata avanti. “Ho due figlie – spiega il primo cittadino, concludendo – Evandra ha intrapreso la carriera di ceramista e continuerà il percorso della nostra famiglia. Fabiana, invece, studia per diventare giornalista e ha già qualche collaborazione. Se sono brave? Sono brave, ma per un padre è sempre complicato giudicare i figli o le figlie”.
Insieme a Evandra, Enzo De Rosa gestisce un sito internet: www.labottegadeitesori.it. (g.a.)



