L’AQUILA – “Non sono un santo, chi doveva sapere sapeva”.

Questi alcuni dei passaggi dell’intervista dell’ex senatore Pd Luigi Lusi, indagato dalla magistratura romana per appropriazione indebita aggravata in relazione all’ammanco di 13 milioni di euro sottratti dalle casse della Margherita, andata in onda ieri sera durante la puntata della trasmissione Servizio Pubblico condotta da Michele Santoro.

“Io ho gestito 214 milioni di euro del partito, e ne ho lasciati 20 in cassa. Facciamo finta che ne abbia presi 7, poi ho pagato 6 milioni di tasse e arriviamo a questi famosi 13 milioni. Ne rimangono altri 181…Dove sono finiti? Li abbiamo usati tutti per pagare il personale e i telefonini?” si è chiesto Lusi che non lesina bordate a chi gli stava intorno: “Tutti sapevano tutto. O, meglio, chi lo doveva sapere lo sapeva. Io non sono un santo, ho fatto il tesoriere”.

Proprio ieri la Procura di Roma ha posto sotto sequestro, nell’ambito dell’indagine in corso, inque appartamenti a Capistrello (L’Aquila), 2 milioni di euro individuati su conti aperti presso Allianz Bank e una villa ad Ariccia data in usufrutto alla nipote: immobili e risorse riconducibili, secondo gli investigatori, al senatore.

Nel corso del servizio andato in onda ieri sera, inoltre, Lusi ha parlato anche dell’ex leader della Margherita e attuale numero uno dell’Api, Francesco Rutelli.

“Se ho finanziato Rutelli da quando è andato all’Api? La cosa incredibile è che se tu hai raccolto 100 lire per strada e te le tieni in tasca, poi ti metti pure a dire che è giusto restituire i soldi che trovi per terra e che non sono tuoi? Stai zitto, no? E invece lui parla. Questa partita -dice Lusi- è molto più grande. Questa partita fa saltare il centrosinistra”.

Nelle settimane scorse, su richiesta del procuratore aggiunto Alberto Caperna e del pm Stefano Pesci, il gip Simonetta D’Alessandro aveva disposto il sequestro delle quote societarie della “Ttt” e della “Paradiso Immobiliare”, entrambe controllate dal senatore e proprietarie dell’appartamento di via Monserrato, a Roma, e di una villa a Genzano.

All’ex tesoriere, poi, la Finanza aveva congelato poco meno di 500 mila euro trovati nei conti correnti aperti presso una filiale Unicredit.

VERTICI MARGHERITA PRONTI A DENUNCIARE LUSI

I vertici della Margherita hanno dato mandato ai propri legali di valutare se sussistano gli estremi per procedere a una denuncia nei confronti dell’ex tesoriere Luigi Lusi per quanto dichiarato nel programma tv condotto da Michele Santoro.

“I dirigenti della Margherita, Francesco Rutelli, Enzo Bianco e Giampiero Bocci – spiega l’avvocato Titta Madia che assieme al collega Alessandro Diddi tutela gli interessi del partito – ci hanno incaricato di studiare la possibilità di denunciare il senatore Luigi Lusi per le dichiarazioni grossolanamente diffamatorie fatte ieri nel corso del programma televisivo di Michele Santoro”.

“Noi – aggiunge il penalista – stiamo valutando se sussistano gli estremi del reato di diffamazione in relazione alla genericità delle allusioni di Lusi, calunniose, ma non rivolte specificamente ad alcun soggetto identificabile”.

IN ARRIVO ISTANZA PER DISSEQUESTRO BENI LUSI

Farà ricorso al tribunale del riesame la difesa del senatore Luigi Lusi dopo il provvedimento di sequestro preventivo di beni (sei immobili e due milioni di euro), disposto con carattere d’urgenza dalla procura ed eseguito ieri dalla Guardia di Finanza.

L’istanza dell’avvocato Luca Petrucci, difensore dell’ex tesoriere della Margherita, sarà formalizzata nei prossimi giorni: “Siamo a mio avviso in presenza di una forzatura. Il sequestro è stato eseguito per ragioni di presunta urgenza, che a mio parere non ricorreva, secondo quello che impone il codice”.