L’AQUILA – Alle tensioni, crescenti, per l’approvazione del bilancio di previsione, si aggiungono le pressioni dell’opposizione sul caso Gatti.

La super nomina alla Corte dei Conti (200 mila euro lordi l’anno per 5 anni a spese della Regione) dell’ex “mister 10 mila voti” della politica teramana, infatti, continua a provocare mal di pancia in seno alla maggioranza con la Lega ed i vertici di Forza Italia in disaccordo della scelta, ma soprattutto il pressing del M5S e del Pd.

Oltre alla minaccia di ricorsi da parte degli candidati che contestano il curriculum dell’avvocato teramano, Paolo Gatti, ex consigliere e assessore di Forza Italia.

Il carteggio è stato inviato a Roma alla Corte dei Conti e alla Presidenza della Repubblica che si potrebbe pronunciare non prima, secondo quanto si è appreso, del prossimo mese di aprile.

Ma sul percorso si è in attesa di un pronunciamento procedurale: in tal senso, le opposizioni, in questi giorni, stanno assediando l’autore del decreto di designazione, il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, di Forza Italia, che nei giorni scorsi nel corso di una conferenza dei capigruppo, aveva promesso una risposta annunciando di aver chiesti pareri agli uffici rispetto alla istanza di illegittimità del percorso di designazione fatta in seguito alla scelta del duo Sospiri e il governatore, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, come sostenuto dai critici nel centrodestra.

Era stata Sara Marcozzi, capogruppo pentastellato, a sollevare la questione tecnica: “Al presidente del consiglio regionale è stata conferita la delega per quanto riguarda le nomine e non le designazioni, come previsto dall’articolo 142 del regolamento del consiglio. Nel caso di specie, ci troviamo di fronte a una designazione. Si tratta di due istituti diversi”.

Secondo la Marcozzi, in soldoni, la designazione, perché tale sarebbe, andrebbe votata in consiglio.

Sospiri nel corso della conferenza dei capigruppo del 10 dicembre aveva risposto, sostanzialmente, dicendo che nomina e designazione sono equiparabili.

La Marcozzi è tornata alla carica e Sospiri ha preso l’impegno di fornire un parere tecnico da parte degli uffici. Cosa che, però, ancora non è arrivata.

E questo fa salire tensioni e pressioni. Il rischio è che si possa arrivare a una revoca dell’atto qualora ci fossero motivazioni tecniche e normative che lo imponessero.