L’AQUILA – “Oggi più che mai ci troviamo a sollecitare la politica locale perché, escluse le singole ipotesi di totale illegittimità a seguito di serio ed equo accertamento, riconsideri l’utilità sociale dei manifatti realizzati e ne tuteli la loro permanenza”.
Dopo le ultime scosse di terremoto l’appello arriva in una nota diffusa dal “Comitato 58” che da tempo si batte per evitare la dismissione delle così dette “casette” provvisorie, costruite in base alla delibera numero 58 approvata nel maggio 2009 dal Consiglio comunale dell’Aquila per dare una prima risposta abitativa a chi volesse provvedere da sé dopo aver perso la casa.
Un provvedimento che autorizzava, sempre in via temporanea, le costruzioni anche su terreni non edificabili, perfino su quelli agricoli, e ha dato involontariamente il La a una proliferazione di manufatti di legno, ma in alcuni casi anche di cemento armato, sfociata spesso nell’abusivismo.
Il Comune ha impresso lo stop e ha detto che potrà mantenere la casetta solo chi ha titoli edilizi oppure la casa ancora inagibile. Ma a ogni scossa molto forte, da quelle di agosto a ottobre nel 2016 fino a pochi giorni fa, si ripropone la polemica sull’utilità di mantenere in piedi le strutture che continuano a far vivere in stato di emergenza ma di certo costituiscono un rifugio sicuro in cui avere meno paura delle scosse e per niente dei crolli.
“A seguito della sequenza sismica che ha nuovamente colpito, oggi, il nostro territorio, torniamo a porre l’attenzione sui manufatti realizzati dopo gli eventi del 2009, noti come ‘casette’ – scrive il Comitato 58 – Essi, come in più occasioni rilevato, costituiscono una risorsa e una sicurezza fondamentale per le famiglie che ne posseggono una e oggi dobbiamo, purtroppo, prenderne consapevolezza una volta di più”.
Secondo i cittadini, “tali presidi antisismici, diffusi nel territorio, contribuiscono in termini decisivi alla resilienza che la nostra comunità sta dimostrando da diversi anni a questa parte. Si tratta di presidi sicuri e attrezzati – ricordano – utili a soddisfare nell’immediato il primo soccorso, la prima emergenza e fornire il primo ricovero in caso di sisma come quello odierno”.
Secondo il Comitato 58 “non tutte le abitazioni godono di requisiti antisismici che le rendano sicure al 100%: i proprietari di questi manufatti hanno pertanto potuto usufruire di questa risorsa senza gravare sulla macchina statale, senza spostarsi altrove o restare al gelo nelle auto”.
“Per una volta ancora le casette dimostrano la ricchezza che esse costituicono non solo per il singolo proprietario, ma anche per la collettività, consentendo a buona parte della cittadinanza di non gravare sugli strumenti messi a disposizione attraverso le risorse pubbliche”, concludono.



