L’AQUILA – Pugno di ferro della prefettura dell’Aquila contro i manufatti provvisori realizzati in zone a rischio idrogeologico.
Dopo l’iscrizione nel registro degli indagati di sei persone disposto dalla Procura dell’Aquila e il sequestro di cinque casette di legno abusive, effettuato questa mattina dal Corpo forestale, anche il prefetto del capoluogo, Giovanna Maria Iurato, ha adottato la linea dura nei confronti dei fabbricati costruiti senza le necessarie autorizzazioni e in prossimità dei fiumi.
Nel corso di un incontro con i sindaci, convocato questo pomeriggio dalla Iurato, il messaggio che è arrivato è stato chiaro: i primi cittadini che hanno sul proprio territorio comunale case piazzate in aree alluvionabili devono ordinarne l’immediato sgombero e la successiva demolizione.
Il timore espresso dal prefetto è che, con l’arrivo delle piogge, i fiumi possano rompere gli argini come successe il 1° dicembre dell’anno scorso, quando l’Aterno e il Raio esondarono in parecchi punti del loro corso, mandando sott’acqua gran parte della provincia.
All’Aquila, addirittura, furono registrati danni ingenti e si rese necessaria l’evacuazione di circa 200 persone dalle frazioni di San Vittorino e Cansatessa.
A far alzare il livello di guardia ha giocato certamente un ruolo la drammatica alluvione che nei giorni recenti ha colpito la Liguria e la Toscana, evento che ha causato già dieci vittime accertate. (red)



