L’AQUILA – Nella palazzina aquilana in via Camillo De Meis numero 10, fino al 5 aprile 2009 ci vivevano otto famiglie. Le stesse che da oggi potranno tornare a occupare le loro abitazioni.

L’edificio, di proprietà dell’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale (Ater), è stato infatti riconsegnato oggi dopo i lavori di ristrutturazione per danni causati dal sisma, che l’aveva reso parzialmente inagibile (classificazione B).

“È nostro preciso impegno – ha detto il commissario delegato per la ricostruzione e presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, intervenendo oggi alla cerimonia di riconsegna della palazzina – continuare lungo la strada della messa in sicurezza. Per gli edifici di edilizia popolare, gestiti dall’Ater dell’Aquila, sono stati impegnati circa 17 milioni di euro, riconsegnati 113 appartamenti tra pubblici e privati che si sono affidati all’Ater. Inoltre, entro il 31 dicembre 2011 verranno completati tutti gli appalti”.

Presenti tra gli altri, il commissario straordinario, Piergiorgio Merli, l’assessore regionale Gianfranco Giuliante, il vicepresidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis, il responsabile della Segreteria del Commissario delegato per la Ricostruzione Antonio Morgante, il direttore dell’Ater, Venanzio Gizzi e il presidente della Gran Sasso Acqua, Amerigo Di Benedetto. Assente invece il vice commissario alla ricostruzione, Antonio Cicchetti.

Alla cerimonia presente anche l’assessore regionale Angelo Di Paolo con delega all’Edilizia residenziale, che ha parlato di “una risposta importante rispetto a un contesto che funziona sì con lentezza, ma non c’è immobilismo”.

Il palazzo è stato ristrutturato secondo i tempi stabiliti nell’appalto dalla ditta Loris Costruzioni di Basciano (Teramo).

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OTTO FAMIGLIE RIENTRANO A CASA

Soddisfatte le otto famiglie (sette assegnatarie di alloggio di edilizia pubblica e un privato) che potranno finalmente tornare a casa dopo 26 mesi dal terremoto. Tra loro c’è la signora Guerina Cantatori, che viveva in un appartamento all’ultimo piano dell’edificio insieme a sua figlia.

“Sono stata otto mesi sfollata nei treni della stazione – racconta – e poi sono andata con mia figlia negli alloggi della Guardia di finanza. Finalmente posso tornare a casa, anche se devo fare il trasloco e aspettare che riallaccino l’elettricità”.

IL CRONOPROGRAMMA: ENTRO 2011 COMPLETATI 800 APPARTAMENTI

Dopo la riconsegna della prima palazzina ristrutturata, l’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale (Ater) dell’Aquila ha un cronoprogramma di riconsegne molto serrato essendo 113 gli alloggi popolari già recuperati dopo i danni causati dal terremoto.
 
Complessivamente sono 1.485 gli appartamenti danneggiati dal sisma: 490 classificati con esito di danno “A”, 293 classificati “B”, 23 “C” e 679 “E”: gli interventi di recupero su questi ultimi sono di competenza del Provveditorato interregionale alle Opere Pubbliche Lazio, Abruzzo, Sardegna.

Per quelli di competenza dell’Ater, quindi “A”, “B” e “C”, l’Azienda ha già appaltato quasi 23 milioni di euro previsti come spesa complessiva.

In riferimento al recupero di questo patrimonio abitativo, il commissario Merli ha annunciato che il programma prevede il rientro, entro la fine dell’anno, di tutti gli inquilini che alloggiano nei circa 800 appartamenti di tipo “A”, “B” e “C”.

“Il nostro obiettivo è di riconsegnare le case classificate ‘A’, ‘B’ e ‘C’ e quindi far rientrare tutti gli inquilini entro la fine dell’anno – ha spiegato Merli – Sono felice di poter riconsegnare questa prima palazzina ‘B’. La  soddisfazione più grande arriverà quando sarà abitato l’ultimo appartamento di nostra competenza. Tutti siamo consapevoli del lavoro svolto fin qui ma molto resta ancora da fare”.

Sui ritardi per la ristrutturazione degli edifici che rientrano nella cosiddetta ricostruzione leggera, Merli ha detto: “La mole di lavoro è stata importante. In questi mesi, abbiamo avuto tante difficoltà anche perché l’osservanza della legge sugli appalti a cui abbiamo dovuto attenerci scrupolosamente, se da una parte è garanzia di correttezza e trasparenza, dall’altra detta tempi più dilatati”

“A ciò si deve aggiungere il fatto – continua il commissario – che il decreto che ha consentito di ampliare i margini delle forme ristrette delle gare di appalto è giunto dopo che avevamo esperito tutte le operazioni di appalto. I nostri interventi non sono solo tesi alla riparazione dei danni causati dal sisma, ma al miglioramento energetico, strutturale e alla sicurezza delle abitazioni. Come del resto già osservato nella fase di ristrutturazione della palazzina di via De Meis”.

COMITATO 3E32 STRONCA LA CERIMONIA

L’AQUILA – “Questa inaugurazione parziale e tardiva non dovrebbe essere occasione di festa, ma di vergogna per il commissario di una ricostruzione che non decolla”.

Questo il velenoso giudizio del comitato cittadino 3e32 dell’Aquila sulla cerimonia di riconsegna delle prime case popolari Ater del capoluogo ricostruite dopo il sisma.

“Un tappeto rosso copre il marciapiede di cemento crepato e la soglia di marmo dell’ingresso segnata e spaccata come due anni fa – così gli esponenti del comitato descrivono la scena – Un rinfresco abbondante all’ombra di un gazebo a cui partecipa qualche decina di persone: politici, tecnici della Protezione civile, giornalisti”.

Sotto accusa il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, che, secondo la nota, “mentre si nega alla piazza aquilana nei confronti pubblici con cittadini, istituzioni e ordini professionali (non ha mai partecipato alle assemblee in piazza, ndr) trova il tempo per celebrazioni come questa”.

“Si pretende – sbotta il 3e32 – che sia una festa la restituzione di una palazzina di otto alloggi, di cui in realtà solo cinque di proprietà Ater, per un totale di tre inquilini presenti all’inaugurazione. Una festa per dire che meno dell’un per cento delle 800 case Ater classificate ‘A’, ‘B’, ‘C’ viene restituito a inquilini anziani che hanno atteso due anni la riparazione di una casa classificata ‘B’, in mezzo a un deserto desolante di case ‘E’, dove neanche ora potranno tornare perché i lavori non sono terminati, perché il gas non è stato ancora riattivato, perché non riusciranno a raggiungere col peso dei loro 80 anni di media e le gambe malferme i piani alti di una palazzina senza ascensore”.

“La riparazione, infatti, come rivela la figlia di una delle inquiline – svela il comitato – non ha previsto la messa in opera di un ascensore, né nuovi infissi, che gli inquilini si sono pagati da soli, né la rimozione dei serbatoi di eternit nelle soffitte, né la sistemazione di una vecchia cisterna, forse per il gasolio, negli scantinati del palazzo”.

Per i cittadini insorti, insomma, si tratta della “ennesima operazione di facciata cui ben volentieri si prestano il presidente e commissario Chiodi (assente il suo vice Cicchetti), il vicepresidente vicario del Consiglio regionale De Matteis e l’assessore Giuliante”.

“Peccato che le decine di inquilini di case ‘A’, che da oltre due anni aspettano di poter tornare nelle loro case agibili, e per le quali da tempo ci sono i fondi stanziati – conclude la nota – non possano partecipare a questa festa, che un minimo di pudore e serietà avrebbe sconsigliato, vista la palese dimostrazione dell’inefficienza della struttura commissariale da cui è dipeso il ritardo nell’attribuzione delle competenze per la gestione dei fondi e dunque il conseguente, enorme ritardo con cui le case verranno restituite ai cittadini”.

PEZZOPANE: “QUALCOSA SI MUOVE, EMERGENZA RESTANO ALLOGGI ‘E'”

L’AQUILA – “Finalmente qualcosa si muove in termini di edilizia popolare”.

Lo sostiene l’assessore comunale Stefania Pezzopane, che commenta la notizia della riconsegna della prima palazzina Ater ristrutturata.

“È amaro tuttavia dover constatare che – scrive l’assessore in una nota – nonostante il lavoro del personale tecnico e amministrativo dell’Ater, un’azienda pubblica riesca a riconsegnare solo dopo due anni e mezzo un edificio classificato B; mentre i privati cittadini hanno impiegato tempi più brevi. Verrebbe da chiedersi come mai la struttura commissariale non ha consentito all’Ater di procedere con una normativa più rapida e più snella, come è accaduto in passato per la Protezione Civile, per accelerare i tempi, sempre nel rispetto di legalità e trasparenza”.
 
“La vera emergenza – prosegue l’assessore – restano comunque i 679 appartamenti classificati ‘E’, per i quali è competente il Provveditorato alle Opere Pubbliche. Il commissario per la ricostruzione e l’Ater si impegnino in questi mesi a sollecitare il Provveditorato per velocizzare i lavori anche per questi appartamenti. Se infatti 679 famiglie potessero tornare negli alloggi che occupavano prima del terremoto, si libererebbero altrettanti appartamenti del progetto C.a.s.e. o Map, in cui attualmente queste famiglie vivono”.

“Sarebbe un bella boccata d’ossigeno – conclude l’assessore – per i cittadini in difficoltà. Il Comune dell’Aquila potrebbe far fronte a un’emergenza sociale e abitativa che cresce a dismisura, soprattutto tra le fasce più deboli della popolazione”.