Dopo la seduta del Consiglio Regionale del 9 marzo scorso, interrotta per mancanza del numero legale dei presenti, IL MIA CASA insiste nel chiedere al Presidente Nazario Pagano la convocazione “straordinaria” del Consiglio, quale naturale prosecuzione della precedente seduta. L’argomento posto in discussione dall’Associazione, coordinata da Pio Rapagnà, riguarda l’Edilizia Residenziale Pubblica.
Le cinque Aziende ATER, in piena emergenza post-terremoto, rimangono ancora commissariate, nonostante il documento di programmazione economico-finanziario regionale 2010/12 stabilisca che l’intervento sul patrimonio edilizio danneggiato debba incrociarsi con il processo di riordino delle stesse Aziende operanti nel settore.
Il MIA CASA afferma Pio Rapagnà: “protesta con indignazione per il tentativo che alcuni stanno mettendo in atto, coinvolgendo il Consiglio Regionale stesso, per andare verso la privatizzazione della stessa Edilizia Residenziale Pubblica, approfittando della cosiddetta “nuova” Legge urbanistica, cancellando le finalità sociali e costituzionali, utilizzando come “cavallo di Troia” addirittura i programmi di recupero urbano e sviluppo territoriale sostenibile”.
Sono oltre 20.000 gli alloggi nelle quattro province abruzzesi gestiti dalle Aziende Territoriali e più di 4.000 gli alloggi di proprietà dei comuni capoluogo. Il 60% di questo patrimonio abitativo è stato realizzato in zone di altissimo rischio sismico. L’edilizia residenziale pubblica continua Rapagnà: “ è importante per tutte le famiglie di lavoratori e pensionati che non hanno, come invece altri “privilegiati”, la possibilità e la disponibilità economica di accedere all’acquisto ed alla proprietà della “prima Casa” e da tantissimi anni aspettano il ripristino del “riscatto sociale dell’alloggio”.
Sono 4.000 gli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica, situati nei comuni del “Cratere”, duramente danneggiati dal terremoto, non ancora messi in sicurezza o riparati. Dai dati diffusi dalla Banca d’Italia a seguito delle verifiche della Protezione Civile e dell’Ater il quadro della situazione appare preoccupante:
• il 54,4 % pari a 2.176 alloggi con esito A sono stati dichiarati agibili.
• il 15,6% pari a 624 alloggi con esito B dichiarati temporaneamente inagibili, ma resi agibili con provvedimento di pronto interevento.
• il 5,2% pari a 208 alloggi con esito C dichiarati parzialmente inagibili.
• il 21,3% pari a 852 alloggi con esito E dichiarati totalmente inagibili.
• il 3,5% pari a 140 alloggi con esito F dichiarati inagibili per rischio esterno.
Cosa ci vuole afferma Rapagnà: “ di più serio e drammatico per convincere il Consiglio Regionale a interessarsi del proprio patrimonio abitativo e del destino delle famiglie abruzzesi che in esso abitavano prima del 6 aprile ? ”.





