TERAMO – È stato condannato a un anno e tre mesi per truffa di Fabrizio Pompizii, 45 enne promotore immobiliare di Campli, uno dei cinque che nel 2010 venne coinvolto nella maxi indagine avviata dai carabinieri per case vendute e mai costruite a Sharm El Sheik.
La notizia è riportata dal quotidiano Il Centro.
La sentenza di primo grado è stata emessa dal giudice Antonio Converti al termine del dibattimento avviato dopo l’imputazione coatta disposta dal gip Giovanni de Rensis. La procura, infatti, aveva fatto richiesta d’archiviazione. Una richiesta a cui si è opposto l’unico truffato che si è costituito parte civile.
L’uomo, rappresentato dall’avvocato Eugenio Galassi, scoprì di persona che l’appartamento per cui aveva dato un anticipo di 5.800 euro in realtà non era mai stato costruito.
Nel posto descritto sul depliant, in realtà, c’era solo sabbia e qualche sterpaglia. Fu la sua denuncia ad innescare le indagini dei carabinieri che in poco tempo riuscirono a far emergere quella che, all’epoca, venne chiamata la truffa delle case fantasma.
Le posizioni degli altri quattro indagati (tutti di Ancona, Ravenna e Bergamo) sono state stralciate, inviate per competenza territoriale ad altre procure visto che il maxi raggiro, sempre secondo l’accusa, non avrebbe toccato solo teramani ma anche marchigiani, lombardi ed emiliani.





