L’AQUILA – Le novità in arrivo sul fronte cartelle esattoriali con la legge di Bilancio 2023: questo l’argomento del nuovo intervento del dottore commercialista aquilano Luigi Parravano, che riceviamo e pubblichiamo.

CARTELLE ESATTORIALI CON PACE FISCALE 2023, LE PROBABILI  NOVITÀ

Novità in arrivo sul fronte cartelle esattoriali con la legge di Bilancio 2023. Nessun condono ma una “pace fiscale” che cancella le cartelle esattoriali fino a 1.000 euro antecedenti al 2015, rateizza quelle di soglia superiore e introduce un nuovo saldo e stralcio.

Nello specifico, il testo bozza prevede diverse misure, vediamo quali

Annullamento delle cartelle esattoriali inferiori a 1.000 euro e antecedenti al 2015

Attenzione alla data di consegna. Lo stralcio vale per tutte quelle consegnate all’agente della riscossione dal 2010 al 31 dicembre 2015. Va comunque ricordato che per le cartelle sotto i mille euro notificate dal primo gennaio 2016, dunque escluse dallo stralcio, possono comunque essere cancellate pagando soltanto l’imposta.

Sulle cartelle da mille euro destinate a essere stralciate, il vantaggio per i contribuenti morosi potrebbe essere anche maggiore.

Tutto dipenderà da come sarà scritta la norma che entrerà nel disegno di legge che sarà consegnato alle Camere. Se i mille euro si riferiranno ai carichi affidati all’agente della riscossione, l’importo reale della cartella potrà essere anche più alto.

In sostanza, se un contribuente ha un debito di 500 euro sotto la voce Iva 300 di Irap e 900 di Irpef, tutto notificato con la stessa cartella, si vedrà stralciare dagli uffici senza versare nulla al Fisco un debito di 1.700 euro.

Nuova Rottamazione delle cartelle consegnate fino al 30 giugno 2022 superiori ai mille euro

In questo caso sarà dovuta soltanto l’imposta, da versare rateizzata anche in cinque anni e senza alcuna maggiorazione, come quella ipotizzata inizialmente del 5%, a titolo di sanzioni e interessi. In particolare, con l’art 46 della bozza, fermo restando quanto previsto dall’articolo 45 della stessa legge, ossia l’annullamento automatico dei debiti entro i 1.000 euro alla data del 1 gennaio 2023, si prevede che:

i debiti risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022, possono essere estinti senza corrispondere interessi e  sanzioni, oltre  alle somme maturate a titolo di aggio.

Il pagamento delle somme può essere effettuato: in unica soluzione, entro il 31 luglio 2023, ovvero nel numero massimo di 18 rate La richiesta deve essere fatta dal debitore manifestando all’agente della riscossione la sua volontà di procedere alla definizione attraverso apposita dichiarazione entro il 30 aprile 2023, con le modalità, esclusivamente telematiche, che lo stesso agente pubblicherà sul proprio sito internet entro 20 giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione. Nella dichiarazione il debitore sceglie altresì il numero di rate nel quale intende effettuare il pagamento, entro il limite massimo previsto

Saldo e Stralcio delle cartelle con nuove regole

Per le cartelle esattoriali in essere una delle proposte in campo consiste nel saldo e stralcio all’80 per cento per i debiti di importo fino a 3.000 euro .Tale istituto consente ai contribuenti in difficoltà di pagare le cartelle solo in parte, beneficiando quindi della cancellazione di parte del debito residuo e della possibilità di versare le somme restanti a rate. .Sara’esclusivamente rivolta alle “persone in difficoltà”, secondo criteri,pero’,tutti ancora da definire.

La chiusura agevolata delle Liti pendenti

A completare la tregua fiscale, c’è anche la proposta di chiusura agevolata delle liti pendenti. In questo caso gli strumenti che il governo mette in campo per ridurre il contenzioso sono più di uno. In primo luogo c’è la possibilità di chiudere le cause in corso con il Fisco pagando un forfait graduato a seconda del grado di giudizio della lite. Un meccanismo già adottato con la pace fiscale del 2018 e che prevede, come allora, il versamento del 40% del valore in caso di soccombenza dell’amministrazione finanziaria in primo grado. L’importo dovuto scende al 15% del valore complessivo nel caso in cui il contribuente è vincente in secondo grado.

C’è poi anche la possibilità di versare il 90% e si può rinunciare direttamente alla lite con il Fisco. Oltre a questa chiusura agevolata delle liti pendenti il governo, come detto, ne offre anche un’altra. Un potenziamento della conciliazione giudiziale con cui il contribuente può chiedere un contraddittorio con la controparte e trovare un accordo. Su quella somma concordata con l’amministrazione torna in gioco la regola del 5 e quindi la possibilità di chiudere il contenzioso versando il 5% di sanzioni e rateizzando i pagamenti fino a cinque anni.

E’ importante ricordare che entro la fine dell’anno tutte queste misure previste potrebbero cambiare sensibilmente.